Il report fotografa una situazione critica
Raccolta differenziata quasi ferma, Tari in aumento e obiettivi europei sempre più lontani. È il quadro tracciato dal report rifiuti 2025 di Federconsumatori Sicilia, che denuncia gli effetti delle politiche ambientali adottate negli ultimi anni nell’Isola.
Secondo l’associazione dei consumatori, la Sicilia rischia di non raggiungere gli obiettivi previsti dalle normative europee su raccolta differenziata, riuso e riciclo dei materiali.
Il report prende in considerazione due tipologie di nuclei familiari:
Nel primo caso, la città con la Tari più alta è Catania, dove una famiglia paga in media 602,28 euro, cifra in aumento dell’1,1% rispetto al 2024 e superiore del 77% rispetto alla media nazionale, ferma a 340 euro.
Anche per chi vive da solo il dato peggiore resta quello del capoluogo etneo: una persona sola arriva a pagare 364,56 euro, più di quanto spendano intere famiglie in altre province siciliane.
A livello regionale, la raccolta differenziata si attesta al 55,51%, con un incremento minimo dello 0,31% rispetto all’anno precedente.
Ancora peggiore il dato della provincia di Catania, dove la differenziata avrebbe registrato addirittura un lieve calo pari a -0,37%.
A Palermo città la raccolta differenziata resta ferma al 17,34%, con una crescita di appena 0,49%, mentre nel resto della provincia si arriva al 36,90%.
La media italiana della raccolta differenziata è del 66,6%.
In Sicilia soltanto:
riescono a superarla.
Vicini alla soglia nazionale anche:
“Negli anni scorsi la Sicilia aveva fatto progressi in termini di raccolta differenziata, ma adesso sembra essersi fermata”, afferma il presidente di Federconsumatori Sicilia, Alfio La Rosa.
“Purtroppo non possiamo non notare che questa brusca frenata coincide con il ritorno del progetto inceneritori: a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”, aggiunge La Rosa.