L’emergenza provocata dall’attività dell’Etna e le conseguenze sul traffico aereo di Catania riaccendono il dibattito sul sistema aeroportuale siciliano. Il presidente della Regione Renato Schifani annuncia nuovi investimenti per potenziare lo scalo di Comiso, considerato strategico per aumentare la capacità di risposta dell’Isola in caso di criticità a Fontanarossa.
Le ripetute limitazioni operative dell’aeroporto Vincenzo Bellini, determinate dalla presenza di cenere vulcanica nello spazio aereo, hanno infatti messo sotto pressione i collegamenti e imposto deviazioni e cancellazioni, facendo emergere ancora una volta la necessità di una maggiore integrazione tra gli aeroporti siciliani.
Per il governatore siciliano, quanto accaduto in questi giorni conferma la necessità di rafforzare l’intera rete aeroportuale regionale, con particolare attenzione allo scalo “Pio La Torre” di Comiso.
Schifani ha annunciato la volontà della Regione di destinare nuove risorse all’aeroporto ragusano per aumentarne capacità e operatività, così da renderlo maggiormente in grado di supportare Catania durante le emergenze legate all’attività vulcanica dell’Etna.
Una strategia che punta quindi non soltanto a rispondere all’emergenza attuale, ma anche a costruire un sistema aeroportuale più resiliente, nel quale gli scali possano operare in maniera maggiormente coordinata.
La necessità di intervenire su Comiso è legata anche agli attuali limiti infrastrutturali dello scalo. L’aeroporto ragusano dispone infatti di una capacità di sosta degli aeromobili ancora limitata e non può assorbire autonomamente una parte consistente dei voli eventualmente dirottati da Catania.
Proprio per questo il potenziamento di Comiso assume una rilevanza strategica soprattutto per la Sicilia orientale, dove Fontanarossa rappresenta il principale punto di riferimento per milioni di passeggeri.
Nel frattempo la Regione Siciliana è intervenuta anche sul fronte dei trasporti terrestri per ridurre i disagi causati dall’emergenza aeroportuale.
Sono stati rafforzati i collegamenti in autobus verso gli altri aeroporti dell’Isola e, in collaborazione con Trenitalia, sono stati predisposti cinque treni speciali sulla tratta Palermo-Catania per facilitare gli spostamenti dei passeggeri coinvolti nelle cancellazioni e nei dirottamenti.
L’obiettivo è garantire alternative di mobilità durante le fasi più critiche dell’attività vulcanica e, contemporaneamente, lavorare a una soluzione strutturale che riduca in futuro l’impatto delle chiusure dello spazio aereo sulla mobilità dei siciliani e dei turisti.
L’emergenza di questi giorni riporta dunque al centro dell’attenzione il rapporto tra Catania e Comiso e, più in generale, la necessità di una rete aeroportuale regionale capace di reagire rapidamente agli eventi legati all’Etna.
Il potenziamento dello scalo ragusano annunciato dal governo Schifani potrebbe rappresentare uno degli elementi principali di questa strategia, aumentando le possibilità di utilizzare Comiso come alternativa operativa quando Fontanarossa è costretto a ridurre o sospendere i voli.