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26.09.2026

Carburanti, gasolio alle stelle: quasi 32 euro in più per un pieno dall’inizio della guerra

di Redazione | 2 min di lettura

Gasolio rincarato del 36,8%

Carburanti, gasolio alle stelle: quasi 32 euro in più per un pieno dall’inizio della guerra
Indice

Un pieno di gasolio costa oggi 31,7 euro in più rispetto alla fine di febbraio, mentre per la benzina l’aumento della spesa raggiunge 24,3 euro a pieno. È quanto emerge dall’analisi del Codacons sui nuovi prezzi dei carburanti.

Secondo l’associazione, il dimezzamento dello sconto sulle accise, passato da 12,2 a 6,1 centesimi di euro, non sarebbe stato ancora interamente trasferito sui prezzi finali praticati alla pompa. I listini, pertanto, potrebbero registrare ulteriori variazioni nelle prossime ore.

Gasolio rincarato del 36,8%

Il Codacons prende come riferimento il 27 febbraio, indicato come periodo precedente all’inizio del conflitto in Medio Oriente.

Da allora, secondo i calcoli dell’associazione, un litro di gasolio è aumentato di 63,4 centesimi, registrando in sette mesi un rincaro del 36,8%.

Nello stesso arco temporale il prezzo della benzina è cresciuto di 48,6 centesimi al litro, con un incremento pari al 29%.

Tradotto sul costo sostenuto dagli automobilisti, sulla rete ordinaria si tratta di una maggiore spesa di 31,7 euro per un pieno di gasolio e di 24,3 euro per uno di benzina.

Codacons: “Il Governo valuti un tetto ai prezzi”

Alla luce dei rincari, il Codacons chiede un intervento dell’esecutivo prendendo come riferimento la decisione di Eni di fissare un tetto massimo ai prezzi praticati alla pompa.

“La decisione di Eni di fissare un tetto massimo ai prezzi praticati alla pompa dimostra come, in una fase eccezionale, esistano margini concreti per contenere l’impatto delle tensioni internazionali sui consumatori”, afferma Francesco Tanasi, segretario nazionale Codacons.

“Per questo chiediamo al governo di valutare con urgenza l’introduzione di strumenti temporanei di contenimento dei prezzi dei carburanti, compresa l’ipotesi di un price cap, accompagnandoli con un monitoraggio rigoroso dell’intera filiera, dalle quotazioni internazionali e dai prezzi all’ingrosso fino ai listini praticati alla pompa”.

Per Tanasi, di fronte ad aumenti di questa portata è necessario tutelare famiglie e imprese, assicurando trasparenza nella formazione dei prezzi e verificando che le variazioni della componente fiscale vengano trasferite correttamente e tempestivamente sui prezzi finali.

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