MONDO – La morte di Papa Francesco, avvenuta oggi lunedì 21 aprile 2025 nella sua residenza di Casa Santa Marta, scuote profondamente il mondo cattolico in un momento particolarmente delicato: l’anno giubilare, iniziato ufficialmente il 24 dicembre 2024.
Di fronte a questo evento, due sono le domande principali che si pongono con urgenza: cosa succede adesso al Giubileo? e quando si eleggerà il nuovo Papa?
La procedura dopo la morte del Papa segue un percorso ben definito, stabilito dal diritto canonico e rafforzato da secoli di tradizione ecclesiastica.
A seguito della morte del Pontefice che lo ha indetto, il Giubileo ordinario del 2025 verrà sospeso. Le celebrazioni La natura del Giubileo – evento spirituale e pastorale che coinvolge tutta la Chiesa universale – ma non è legata esclusivamente alla figura del Papa regnante, è radicata nella tradizione ecclesiale e nella struttura della Chiesa.
Già stabilito con la bolla “Spes non confundit” firmata da Francesco nel maggio 2024, il Giubileo ha visto mesi di preparazione e l’organizzazione di un fitto calendario di celebrazioni, pellegrinaggi e iniziative caritative. La macchina organizzativa – guidata dal Dicastero per l’Evangelizzazione – continuerà a funzionare sotto la supervisione del Collegio dei Cardinali e del camerlengo, cardinale Kevin Farrell, che assume ora la guida temporanea della Santa Sede.
Il nuovo Papa, una volta eletto, avrà il compito – se sceglie questa soluzione – di portare avanti l’eredità spirituale del Giubileo, imprimendovi eventualmente la propria impronta pastorale.
Secondo quanto previsto dalla Costituzione Apostolica Universi Dominici Gregis, il Conclave dovrà essere convocato tra il 15° e il 20° giorno successivo alla morte del Pontefice.
In questo periodo di sede vacante (la cosiddetta sede apostolica vacante), il Camerlengo verifica ufficialmente il decesso, sigilla gli appartamenti papali, ordina la distruzione dell’Anello del Pescatore, simbolo del potere pontificio, e gestisce l’ordinaria amministrazione della Chiesa.
Il Conclave – entro 2 settimane – si svolgerà nella Cappella Sistina, con la partecipazione di tutti i cardinali elettori sotto gli 80 anni, che al momento sono 121. Dovranno esprimere il proprio voto a scrutinio segreto, fino al raggiungimento del quorum dei due terzi.
Fino all’elezione del nuovo Papa, tutte le funzioni riservate al Pontefice – come le nomine, i concistori e le decisioni dottrinali – vengono sospese. Il conclave si apre solitamente con la Messa “Pro eligendo Pontifice”, seguita dall’ingresso dei cardinali nella Sistina e l’inizio delle votazioni.
L’esito delle votazioni viene comunicato attraverso le fumate: nera se non c’è ancora un eletto, bianca quando il nuovo Papa è stato scelto.
A questo punto, il cardinale protodiacono annuncia al mondo l’elezione con il tradizionale “Annuntio vobis gaudium magnum; habemus Papam!“.
L’elezione di un nuovo Pontefice è sempre un evento carico di attesa e imprevedibilità, ma nel contesto del Giubileo, l’attenzione globale sarebbe ancora più intensa. Le ipotesi sui possibili successori di Papa Francesco si moltiplicano, con alcuni nomi che ricorrono più spesso nel dibattito interno alla Chiesa.
Chiunque verrà scelto, avrà il compito non facile di raccogliere un’eredità spirituale complessa e guidare la Chiesa in un’epoca di grandi trasformazioni.
Dopo la fumata bianca, che annuncerà il nuovo successore di Papa Francesco, il nuovo Pontefice deciderà se ripristinare il Giubileo e proseguire nelle celebrazioni o dichiararlo chiuso.
La concomitanza tra la morte del Papa e l’Anno Santo rappresenta un fatto raro nella storia della Chiesa. Il Giubileo continuerà a essere un tempo di grazia e riconciliazione per milioni di pellegrini, mentre la Chiesa si prepara a eleggere il 267° successore di Pietro.
Un nuovo papa potrebbe essere eletto entro la prima metà di maggio, assumendo così la guida spirituale di una comunità in cammino, già animata dal desiderio di rinnovamento promosso da Francesco durante il suo pontificato.