PALERMO – L’ex presidente della Regione Siciliana, Salvatore Cuffaro, comparirà davanti al gip di Palermo ma non risponderà alle domande, avvalendosi della facoltà di non rispondere. Ha tuttavia manifestato l’intenzione di rendere dichiarazioni spontanee.
La Procura ha chiesto nei suoi confronti gli arresti domiciliari nell’ambito di un’inchiesta che ipotizza i reati di corruzione, turbata libertà degli incanti e associazione a delinquere. Al centro, presunti interventi su appalti, concorsi e incarichi pubblici.
Il gip dovrà ora valutare la richiesta di misura cautelare avanzata dai pm.
Entrando a Palazzo di giustizia, Cuffaro si è limitato a dire ai giornalisti di essere “fiducioso nella giustizia”.
Agli atti dell’indagine è stata acquisita una relazione dei carabinieri del Ros contenente le dichiarazioni rese da Cuffaro il giorno delle perquisizioni nelle sue abitazioni, durante le quali sono stati trovati 80 mila euro in contanti.
Secondo quanto ricostruito:
Per Cuffaro, Marchese, Romano e Caltagirone la Procura ha chiesto gli arresti domiciliari.
Sull’episodio del presunto concorso pilotato all’ospedale Villa Sofia per 15 operatori sanitari, Cuffaro ha ammesso ai carabinieri di aver commesso una “sciocchezza”, affermando di essersi mosso solo per favorire una ragazza.
Riguardo alle pressioni per la nomina di Roberto Colletti ai vertici della stessa Asp, ha sostenuto che si trattava di un amico con gravi problemi di salute.
Tra le contestazioni, anche quella relativa alla presunta fuga di notizie sulle indagini a suo carico, nella quale è coinvolto il colonnello Stefano Palminteri.
Cuffaro ha riferito ai militari di aver chiesto un incontro al colonnello, sostenendo – millantando, secondo gli inquirenti – di essere a conoscenza di accertamenti che lo riguardavano, e che in cambio avrebbe chiesto un aiuto per ottenere la direzione generale della Gesap, la società che gestisce l’aeroporto di Palermo.
Cuffaro ha espresso apprezzamento per le indagini “minuziose e prive di condizionamenti politici”, un metodo che – a suo dire – sarebbe mancato nella vicenda giudiziaria che anni fa lo portò in carcere.
Per la Procura, la nota con le dichiarazioni rese dall’ex governatore è utilizzabile ai fini dell’indagine, che ora attende la decisione del gip sulla misura cautelare.