I commercianti si sarebbero piegati al volere della famiglia di un pregiudicato mafioso, del quale quel giorno si sarebbe svolto il funerale.
Il Comune di Palermo ha chiesto ai commercianti che operano nel mercantino settimanale del quartiere Zen, di spiegare il motivo per cui lo scorso 7 maggio l’attività commerciale non è stata svolta come previsto. La causa sembrerebbe avere origine mafiosa.
Stamattina i vigili urbani si sarebbero recati alle bancarelle ambulanti, di cui sarebbero circa 75 quelle regolari su un centinaio di stalli. In quest’occasione l’Arma avrebbe distribuito ai venditori delle lettere da parte del Suap.
Nella notifica si leggerebbe la firma del dirigente del Suap, venuto a conoscenza del fatto tramite gli organi di stampa. Avrebbe quindi invitato i commercianti a fornire adeguate motivazioni in grado di giustificare il mancato svolgimento delle attività commerciali all’interno del mercatino denominato “Palloncino Zen“.
Sembrerebbe che lo scorso 7 maggio, il mercatino non sia stato effettuato per ordine della famiglia di un pregiudicato mafioso, del quale si svolgeva il funerale.