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15.05.2026

Avvocata assiste migrante e viene liquidata con 20 euro

di Redazione | 2 min di lettura

La legale ha assistito un cittadino straniero trattenuto presso il Cpr di Trapani.

Avvocata assiste migrante e viene liquidata con 20 euro
Indice

Giudice di Pace liquida un’avvocata – impegnata per assistere legalmente un cittadino tunisino trattenuto nel Cpr di Trapani – con appena 20 euro. Nasce la polemica sul valore della professione forense e sul rispetto del diritto di difesa.

Liquidata avvocata con 20 euro, il fatto

La vicenda, riguardante un’avvocata del Foro di Caltanissetta, risalirebbe a qualche mese fa, quando la legale viene nominata difensore di fiducia, con patrocinio a spese dello Stato, di un giovane tunisino trattenuto nel Centro di permanenza per i rimpatri di Trapani.

Il procedimento riguardava la proroga del trattenimento, passaggio estremamente delicato in quanto incide in maniera diretta sulla libertà personale dell’arrestato. Concluse le pratiche e una volta presentata l’istanza di liquidazione dei compensi, il Giudice di Pace emette il decreto secondo il quale il compenso debba essere liquidato in 20 euro, oltre accessori di legge.

L’indignazione negli ambienti forensi

La vicenda ha immediatamente suscitato polemiche e indignazione negli ambienti forensi. Non si tratta infatti solo dell’entità economica, ma anche del valore simbolico che una simile liquidazione porta con sé.

Nel provvedimento, il giudice motiva la decisione facendo riferimento alla “natura e alla materia trattata” e alla “tipologia del procedimento“, senza però spiegare nel dettaglio come si sia arrivati a una somma tanto ridotta. Questo infatti è uno dei punti contestati presentato nel ricorso davanti al Tribunale di Trapani contro il decreto di liquidazione.

Intervenuto sulla vicenda anche l’Organismo Congressuale Forense, il quale ha espresso “profonda preoccupazione e ferma indignazione” per una decisione definita offensiva della dignità professionale dell’avvocatura. Secondo l’Ocf, il compenso dell’avvocato non può essere ridotto a una valutazione puramente burocratica, soprattutto in procedimenti che incidono sui diritti fondamentali della persona.

Inoltre l’organismo di rappresentanza dell’avvocatura italiana sottolinea come “liquidazioni di questo tipo rischino di avere effetti concreti sul diritto di difesa dei cittadini, scoraggiando soprattutto i giovani professionisti dall’assumere incarichi complessi nell’ambito del patrocinio a spese dello Stato”.

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