“Come Orlando acquistò le armi”: torna la magia dei pupi al Teatro Dusmet

“Come Orlando acquistò le armi”: torna la magia dei pupi al Teatro Dusmet

CATANIA – Catania si prepara a rivivere il fascino senza tempo dell’Opera dei Pupi. Sabato 18 aprile, alle ore 20.30, sul palco dello storico Teatro Dusmet, all’interno dell’Oratorio di San Filippo Neri, la compagnia Arte Pupi Fratelli Napoli, maestri pupari da cinque generazioni, porterà in scena lo spettacolo “Come Orlando acquistò le armi”.

Un episodio amatissimo della tradizione cavalleresca

Su copione di Alessandro e Fiorenzo Napoli, prende vita uno degli episodi più apprezzati dal pubblico dei teatri popolari catanesi: il momento in cui i cavalieri, dopo aver superato i riti d’iniziazione, indossano per la prima volta la loro armatura.

Protagonista assoluto è Orlando, figura centrale della “Storia dei Paladini di Francia”, simbolo di nobiltà, lealtà ed eroismo cavalleresco.

Si vedrà come Orlando acquisterà le armi – spiega Davide Napoli – diventando il primo cavaliere della sua epoca, incarnando nei teatri dell’Opira un modello altissimo di lealtà ed eroismo”.

Dalle chanson de geste alla tradizione dei pupari

Le vicende affondano le radici in un ricco patrimonio letterario europeo: dall’antica “Chanson d’Aspremont”, passando per i cantàri italiani e i romanzi di Andrea da Barberino, fino al poema “Le prime imprese di Orlando” di Ludovico Dolce.



Un percorso narrativo che, attraverso i secoli, è approdato nella tradizione catanese dei pupi, fino alla messinscena contemporanea dei Fratelli Napoli.

Una drammaturgia rinnovata per il pubblico di oggi

Nella nuova drammaturgia dell’Opera dei Pupi – sottolinea Fiorenzo Napoli – abbiamo dato maggiore spessore ai personaggi di Milone e Almonte, inserendo anche la maschera catanese di Peppininu”.

Un adattamento che strizza l’occhio anche alle nuove generazioni, abituate ai ritmi veloci del cinema e dei media, senza tradire l’essenza della tradizione.

Tra valori antichi e attualità

Lo spettacolo si presenta come una serata brillante e coinvolgente, in cui i personaggi carolingi tornano a incarnare valori universali come l’unità familiare, la lotta contro il male e la ricerca di un ordine più giusto.

Una storia senza tempo – conclude Alessandro Napoli – capace ancora oggi di parlare al cuore del pubblico”.