CATANIA – Uno spettacolo commovente a tratti ironico capace di arrivare diritto al cuore e sciogliere anche gli animi più duri. “Aquiloni”, prodotto in collaborazione con MezzAria e SenzaMisuraTeatro diretto da Alberto Orofino e scritto dallo stesso regista insieme a Francesco Bernava e Alice Sgroi che, in una scena essenziale quasi scarna curata da Arsinoe Delacroix, interpretano Salvatore detto Salvo e Maria detta Maddy, vagabondo e sfaccendato lui e prostituta lei che conosce gli uomini come un libro aperto, racconta sul palco del Piccolo Teatro tra sacro e profano l’emozionante incontro tra un uomo e una donna in cui ognuno accetta la diversità dell’altro senza farsi domande e che ancorati sapientemente a terra con i loro problemi e affanni aspirano al cielo e alla sua magnificenza.
Una pièce contaminata da numerosi simboli che si svela al pubblico un po’ alla volta fino al momento topico in cui Salvo, stanco di essere il Salvatore preferisce di essere solo salvo e non salvare, trasforma sotto gli occhi increduli e spaventati di Maddy l’acqua in vino e raddoppia il pane concretizzando il miracolo della vita tra musica, citazioni letterarie, dialetto e tanta spiritualità in un mondo sempre più spietato e sempre meno a dimensione d’uomo.
Alice Sgroi e Francesco Bernava interpretano con estrema bravura la concretezza della prostituta Maddy che ama la musica e ha una figlia che si chiama Angela e l’ingenuità di Salvo, indifferente al sesso e figlio di una suora che vive in un convento e odia i preti, offrendo agli spettatori un’ottima pagina di teatro contemporaneo capace di coinvolgere e sconvolgere sin dall’inizio di quest’atto unico vincitore di numerosi premi tra cui il “Premio Nazionale Teatro Città di Leonforte 2017”, per il forte impatto emotivo di una piccola perla teatrale.



