Il seminario che ha visto l'Istituto Cavour, ancora una volta, farsi ponte tra le istituzioni e le istanze di studenti e famiglie
Una delle tante date che per l’Istituto Cavour non ha rappresentato un semplice adempimento sul calendario della legalità, ma un tassello fondamentale di un percorso continuo di ascolto, prevenzione e cittadinanza attiva.
Organizzato dalle docenti Laura Isaia e Agata Petrosino, oggi, nell’Aula Turi Ferro si è svolto un seminario di sensibilizzazione sul cyberbullismo che ha visto l’Istituto Cavour, ancora una volta, farsi ponte tra le istituzioni e le istanze di studenti e famiglie.
I lavori sono stati introdotti dalla Dirigente Scolastica, prof.ssa Maria Gabriella Capodicasa, che ha ribadito la mission dell’istituto: abitare il digitale con consapevolezza.
A seguire, i saluti iniziali della dott.ssa Luana Coco (Dirigente Medico Sostituta del Direttore UOC Coordinamento territoriale materno infantile), che ha tracciato la cornice clinica e sociale del benessere dei minori.
Il cuore tecnico e giuridico dell’incontro è stato affidato al dott. Gabriele Piazza, Vice Questore del Centro Operativo Sicurezza Cibernetica della Polizia Postale per la Sicilia orientale. Con un approccio diretto e concreto, il dott. Piazza ha scardinato i falsi miti della rete, illustrando i rischi dell’adescamento online e ricordando ai presenti che il cyberbullismo non è una “ragazzata“, ma un reato penalmente perseguibile anche per i minori. Dialogando attivamente con gli studenti sui loro videogame e social preferiti, il Vice Questore ha lanciato un monito chiaro: “Il silenzio è complice, la denuncia è libertà”, rassicurando sulla costante presenza delle Forze dell’Ordine, oggi a portata di un click anche grazie all’App YouPol.
L’impatto emotivo del seminario è poi vibrato nelle parole della dott.ssa Sonia Mazzeppi, Dirigente Psicologo del Consultorio Familiare D’Annunzio e Giudice Onorario della Corte d’Appello di Catania (sez. famiglia e minori), ormai un graditissimo ospite fisso della nostra agenda istituzionale in materia di legalità.
Attraverso la drammatica e toccante video-testimonianza di una giovane ragazza canadese, la dott.ssa Mazzeppi ha mostrato gli esiti più devastanti e nefasti della violenza online. Il focus si è così spostato sull’alfabetizzazione emotiva: per i nostri (pre)adolescenti, imparare a riconoscere e gestire le proprie emozioni è lo scudo più potente contro la deriva della crudeltà digitale.
L’ultima parte dell’incontro ha dato voce alle riflessioni libere degli studenti, che con semplicità e schiettezza hanno dato il loro contributo con domande, condivisioni e racconti dei loro piccoli, grandi vissuti.
In un’epoca in cui la complessità educativa viene spesso ridotta alla ricerca spasmodica di una “punizione esemplare” – dimenticando che la scuola ha il compito di educare, non di istituire tribunali – la Cavour riafferma il valore dei piccoli e grandi gesti. Dallo stringersi la mano dopo un conflitto, ai percorsi di educazione civica, ogni strada è perseguita per gettare il seme della prevenzione e della riparazione perché la legalità non si insegna con i codici penali calati dall’alto, ma insegnando ai ragazzi l’empatia.
L’augurio che la scuola Cavour fa ai suoi studenti è quello di disconnettersi dall’ostilità per riconnettersi all’umanità. Noi continueremo ad esserci, ad ascoltare e a fare da guida. Perché dietro ogni schermo c’è un volto, e dietro ogni volto c’è un cuore da proteggere.








