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13.06.2026

Piano Estate – II annualità PN 2021-2027 “Un palco per crescere”: gli alunni del plesso Sapri dell’IC “Federico De Roberto” portano in scena Lucrezio con “La scuola che imparò a ballare”

di Redazione | 3 min di lettura

Venerdì 5 giugno 2026 il Teatro del plesso Castaldi ha ospitato uno spettacolo originale che ha saputo accostare in modo inedito il pensiero filosofico di Lucrezio alla brillante commedia La scuola che imparò a ballare

Piano Estate – II annualità PN 2021-2027 “Un palco per crescere”: gli alunni del plesso Sapri dell’IC “Federico De Roberto” portano in scena Lucrezio con “La scuola che imparò a ballare”
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Venerdì 5 giugno 2026 il Teatro del plesso Castaldi ha ospitato uno spettacolo originale che ha saputo accostare in modo inedito il pensiero filosofico di Lucrezio alla brillante commedia La scuola che imparò a ballare, dando vita a un percorso coinvolgente e ricco di significati, capace di coniugare riflessione e leggerezza, conoscenza e divertimento.

Da un lato, il poeta latino invita a conoscere il mondo attraverso la ragione e a liberarsi dalle paure; dall’altro, la commedia mostra come la scuola possa essere vissuta con entusiasmo, creatività e serenità.

Due prospettive apparentemente lontane che si incontrano in un messaggio universale: le sfide della vita, dello studio e della crescita personale possono essere affrontate con consapevolezza, fiducia e, soprattutto, con il sorriso. Perché imparare non significa solo acquisire conoscenze, ma anche scoprire il piacere di stare insieme, esprimersi liberamente e guardare il futuro con ottimismo.

Lo spettacolo è iniziato con “La Voce della Natura”, realizzato dagli alunni delle classi V A e V B del plesso Sapri dell’Istituto Comprensivo Statale “Federico De Roberto” ad indirizzo musicale, liberamente ispirato al celebre poema filosofico “De Rerum Natura” di Lucrezio.

Al centro della rappresentazione vi è il dialogo tra l’uomo e la Natura, che diventa guida e fonte di conoscenza. Attraverso la forza simbolica dei quattro elementi – Terra, Acqua, Aria e Fuoco – gli alunni accompagneranno il pubblico in un viaggio alla scoperta dei misteri del cosmo e del valore della conoscenza.

A dare vita ai personaggi sono stati  numerosi giovani attori che hanno  interpretato gli elementi naturali e le figure principali della rappresentazione. Il ruolo di Natura è stato affidato a Giulia Cantarella, mentre Lucrezio è stato interpretato da Gabriele Conti.

La regia dello spettacolo è stata curata dalle docenti Angelisa Marroccia e Silvia Macaluso.

Il supporto tecnico è stato garantito da Pina Infante e Giovanni Niosi, mentre le riprese e il montaggio video sono state realizzati da Emanuela Randazzo.

La Dirigente Scolastica, nel complimentarsi con gli alunni, le docenti e tutte le figure che hanno contribuito alla realizzazione dello spettacolo, ha sottolineato come il teatro rappresenti uno strumento privilegiato di crescita umana e culturale, capace di educare al dialogo, alla riflessione e alla consapevolezza del proprio ruolo nella comunità.

Attraverso la rilettura di un classico come il De Rerum Natura, gli studenti hanno saputo trasformare il sapere in esperienza viva, dimostrando sensibilità, impegno e capacità di lavorare insieme per un obiettivo comune.

Un messaggio che va oltre la scena e che diventa monito per tutti: solo nella collaborazione, nel rispetto reciproco e nell’armonia tra le persone è possibile costruire qualcosa di duraturo e significativo. Come ricorda l’antico proverbio latino, scelto a suggello della rappresentazione: “Concordia parvae res crescunt, discordia maximae dilabuntur” (con la concordia le piccole cose crescono, con la discordia anche le più grandi si dissolvono).

Conclude l’entusiasmante pomeriggio teatrale “La scuola che imparò a ballare”, progettata e realizzata da un team d’eccezione Gisella Velardi e Giorgia Cusconà, Scimone Dorotea, una divertente e coinvolgente commedia che invita a riflettere sul valore del benessere a scuola e sull’importanza di vivere l’esperienza educativa in modo positivo e sereno.

Attraverso il linguaggio del teatro, della musica e del movimento, gli alunni raccontano una scuola capace di accogliere, motivare e far crescere ogni studente, trasformando l’apprendimento in un percorso ricco di emozioni e scoperte.

Lo spettacolo propone un messaggio semplice ma profondo: la scuola è un luogo di impegno, responsabilità e formazione, ma non per questo deve essere vissuta con ansia o pesantezza.

Al contrario, quando si valorizzano le relazioni, la creatività, l’inclusione e il piacere di stare insieme, imparare diventa un’esperienza entusiasmante. In questa prospettiva, “imparare a ballare” diventa una metafora della capacità di trovare armonia tra studio, crescita personale e benessere emotivo.

Con ironia, leggerezza e tanta energia, i giovani protagonisti portano in scena una scuola che sa mettersi in gioco, che ascolta i bisogni degli studenti e che riconosce il ruolo fondamentale delle emozioni nel processo di apprendimento. Un messaggio di speranza e fiducia rivolto a tutta la comunità educante: perché una scuola che fa stare bene è anche una scuola che insegna meglio e prepara i cittadini di domani a costruire relazioni positive con sé stessi, con gli altri e con il mondo che li circonda.

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