PATERNÒ – Per la festa di primavera, il Liceo Artistico “M. Rapisardi” di Paternò partecipa alla conferenza, del 21 marzo, su Sofonisba Anguissola, nella chiesa di Maria SS Annunziata, organizzata dall’Archeoclub Iblamajor di Paternò.
Molti relatori presenti di alta professionalità, funzionari della Soprintendenza dei Beni Culturali e Ambientali di Catania, docenti universitari e addetti ai lavori, che hanno con chiarezza e documenti illustrato le opere e la vita di Sofonisba, pittrice del Manierismo Rinascimentale, nota per la pittura ritrattistica. Prima donna pittrice a essere riconosciuta in tutto il mondo e capace di superare le barriere del tempo e dello spazio, conquistandosi un posto d’onore nelle pagine dei libri d’arte. Riuscì a vincere i pregiudizi del tempo grazie a re e regine che volevano essere ritratti da questa ragazza dai grandi occhi chiari e dalla fronte spaziosa, che amava ritrarsi con abiti semplici ma dignitosi e severi. Speciale fu la famiglia e, principalmente, il padre Amilcare con la moglie Bianca Ponzani, nobili cremonesi. Il padre la introdusse nelle corti italiane ed europee.
A Madrid conquistò subito il favore dei sovrani che la volevano sposa a uno di Spagna, ma preferì convolare a nozze con un italiano, il nobile siciliano Fabrizio Moncada, fratello del Vicerè di Sicilia e si trasferì a Palermo: l’unione durò solo cinque anni a causa della tragica e improvvisa morte di Fabrizio, annegato nei pressi di Capri, nel corso di un attacco piratesco. Sofonisba in memoria del marito, di cui non fu trovato il corpo, dipinse, come attesta un atto notarile del 1579, una pala d’altare che si trova nella chiesa della SS Annunziata di Paternò, raffigurante la “Madonna d’Idria”.
Presente come relatore il paternese dott. Alfio Nicotra, scopritore della pala . Gli studenti, magicamente coinvolti, hanno rivolto ai relatori diverse domande, mettendo in risalto le qualità artistiche di ritrattista, in quanto introdusse vari elementi di novità, trasformandola talvolta in pittura di genere. Con Sofonisba il ritratto non è solo l’immagine della persona, ma accenna alle sue storie: infatti, accanto ai volti straordinariamente somiglianti, dipinge spesso con minuzia descrittiva, elementi che aiutano a ricomporre la personalità del soggetto raffigurato, per esempio un medaglione, un libro aperto, un gioiello ecc.
Bisogna ricordare che a Sofonisba venne precluso lo studio della matematica, della prospettiva e dell’impegnativa tecnica dell’affresco, aperto solo agli uomini. Si risposò, morì novantenne cieca a Palermo dove è stata tumulata nella Chiesa di S. Giorgio. Perché donna non fu pagata in contanti, come si faceva per i colleghi maschi, ma solo con doni o rendite.
Un grazie è stato rivolto a coloro che hanno organizzato che hanno preso la parola durante l’incontro, e al dirigente scolastico Luciano Maria Sambataro del Liceo “Mario Rapisardi”, che non perde occasione per far sì che gli studenti possano confrontarsi con il territorio.





