Dopo un allenamento, il dolore muscolare non è un problema esclusivo degli atleti dilettanti: anche i professionisti conoscono bene quella sensazione di rigidità che si manifesta il giorno dopo un allenamento intenso. È il tipico fastidio che si avverte scendendo le scale, o quel sordo pulsare ai quadricipiti che ci ricorda che ieri ci siamo dati da fare in palestra o in pista. Il dolore muscolare ad apparizione ritardata è antico quanto lo sport stesso. E per decenni, le opzioni per trattarlo sono state più o meno le stesse: antinfiammatori, ghiaccio, massaggi e pazienza.Ma negli ultimi anni ha conquistato il mondo dello sport un composto che sta facendo parlare di sé negli spogliatoi, nelle cliniche di fisioterapia e sui social network dei corridori: è l’olio di CBD. No, non stiamo parlando di nulla che alteri le capacità mentali o muscolari. Il CBD (cannabidiolo) è una delle tante sostanze presenti nella pianta di cannabis, ma a differenza del THC, non ha effetti psicoattivi. E ad attirare l’attenzione di fisioterapisti e atleti è il suo potenziale di alleviare il dolore muscolare senza gli effetti collaterali che talvolta accompagnano i farmaci tradizionali.
Quando un atleta compie uno sforzo a cui non è abituato, o si allena con molta intensità, si verificano piccole rotture nelle fibre muscolari. Ciò innesca una risposta infiammatoria. Sebbene l’infiammazione non sia di per sé negativa, poiché è necessaria per riparare il tessuto. Tuttavia, a volte sfugge al controllo e genera dolore.Tradizionalmente, per ridurre questo dolore, l’atleta ricorreva all’uso dell’ibuprofene, un antinfiammatorio non steroideo, che però poteva potenzialmente interferire con i processi di riparazione muscolare a lungo termine. È qui che l’olio di CBD offre un approccio diverso.
Il corpo umano possiede, per natura, dei recettori distribuiti nei muscoli, nei nervi e nel sistema immunitario che regolano il dolore e l’infiammazione. Questo meccanismo è noto come sistema endocannabinoide. Utilizzando l’olio di CBD si instaura una connessione con tale sistema in modo delicato, non tossico, che consente di ridurre l’intensità della sensazione di dolore. Questo non lo elimina completamente, ma lo rende più sopportabile. Ed ecco la parte interessante: mentre l’ibuprofene blocca l’infiammazione in modo drastico, l’olio di CBD la calma senza frenare del tutto i meccanismi di riparazione.Il CBD agisce modulando l’attività del sistema endocannabinoide, ma senza attivarlo direttamente. In altre parole, il CBD ha un effetto “modulatore” piuttosto che bloccante. E questa differenza è fondamentale per un atleta: è possibile ridurre la percezione del dolore e lenire l’infiammazione eccessiva senza interrompere bruscamente i meccanismi naturali di riparazione.
Secondo gli specialisti, ci sono alcuni aspetti pratici che è bene tenere a mente. In caso di dolore muscolare localizzato (ad esempio, un sovraccarico al polpaccio o al trapezio), molti fisioterapisti raccomandano di iniziare con un prodotto topico: un balsamo o una crema al CBD da applicare direttamente sulla zona. L’effetto è più rapido se applicato sulla pelle.Per un dolore più generalizzato, come quelli che si manifestano dopo un allenamento completo, l’olio sublinguale è più indicato. Bastano poche gocce sotto la lingua, lasciando agire per un minuto prima di deglutire. L’assorbimento è buono e l’effetto si nota solitamente tra i 20 e i 40 minuti dopo. La dose è molto individuale, ma una regola sensata è iniziare con 10-20 mg di CBD al giorno, suddivisi in due dosi, e regolarla in base alla propria reazione.Un consiglio su cui concordano gli esperti è di non aspettare il dolore acuto per assumerlo. Alcune persone lo utilizzano come parte della loro routine post-allenamento, insieme all’idratazione e all’alimentazione, per prevenire un’infiammazione eccessiva. Altri lo riservano per quei giorni in cui il dolore è già presente e hanno difficoltà a dormire bene (perché il CBD ha anche un certo effetto rilassante che aiuta a conciliare il sonno, e dormire bene è il miglior recupero che ci sia).
I fisioterapisti concordano nel sottolineare che questo prodotto non è come usare una bacchetta magica. L’olio di CBD non curerà una rottura fibrillare né uno strappo importante, né deve essere usato come scusa per ignorare un infortunio che richiede un trattamento specifico. Non è nemmeno raccomandato in caso di donne in gravidanza, donne che allattano o persone con problemi epatici senza supervisione medica.
Il CBD è senza dubbio uno strumento interessante perché occupa una via di mezzo: è meno aggressivo di un farmaco convenzionale se usato a lungo termine, ma più efficace che restare con le mani in mano. È adatto a tutti? No. È la soluzione definitiva? Neanche questo. Ma in un mondo in cui ci si allena sempre più duramente e si gareggia senza limiti di età, qualsiasi aiuto che rispetti i processi naturali del corpo merita almeno di essere preso in considerazione.