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07.06.2026

Rivoluzione Maturità 2026: addio all’Esame di Stato, più peso alla condotta e stop alla scena muta

di Redazione | 2 min di lettura

Debutta la nuova Maturità voluta dal Ministero

Rivoluzione Maturità 2026: addio all’Esame di Stato, più peso alla condotta e stop alla scena muta
Indice

La Maturità 2026 segna una svolta significativa per gli studenti italiani. Cambia innanzitutto il nome, con il ritorno alla storica denominazione di “Maturità” al posto di Esame di Stato, ma le novità riguardano soprattutto struttura, valutazione e modalità di svolgimento delle prove.

L’obiettivo della riforma è valorizzare maggiormente il percorso di crescita dello studente, la sua autonomia e il senso di responsabilità maturato durante gli anni scolastici.

La condotta diventa decisiva

Tra le novità più rilevanti figura il ruolo centrale attribuito al voto di comportamento.

Gli studenti con una valutazione inferiore a 6 in condotta non potranno essere ammessi all’esame finale.

Per chi invece arriva alla Maturità con un 6 in comportamento, sarà previsto un passaggio aggiuntivo: la redazione e la discussione di un elaborato critico sui temi della cittadinanza attiva e solidale, assegnato dalla commissione prima dell’inizio dell’esame.

Stop alla “scena muta” all’orale

Cambiano anche le regole del colloquio orale, che diventa il fulcro dell’intero esame.

La prova, della durata compresa tra 40 e 60 minuti, richiederà una partecipazione attiva del candidato. Chi dovesse rifiutarsi di sostenere il colloquio o scegliere volontariamente la cosiddetta “scena muta” rischierà la bocciatura.

L’interrogazione inizierà con una riflessione personale sul percorso scolastico svolto e non più da uno spunto fornito dalla commissione.

Addio ai collegamenti multidisciplinari

Un’altra novità riguarda la struttura dell’orale.

Scompaiono i tradizionali collegamenti interdisciplinari costruiti dagli studenti. L’esame si concentrerà su quattro materie specifiche:

  • Italiano;
  • la disciplina oggetto della seconda prova scritta;
  • due materie individuate dal Ministero dell’Istruzione.

Durante il colloquio sarà inoltre approfondita l’esperienza svolta nei percorsi di Formazione Scuola-Lavoro (ex Pcto), oltre ai temi legati a Costituzione, ambiente e cittadinanza.

Commissione ridotta e nuovo sistema dei bonus

La commissione d’esame sarà più snella rispetto al passato e sarà composta da:

  • un presidente esterno;
  • due commissari interni;
  • due commissari esterni.

La valutazione finale resterà espressa in centesimi, con il diploma ottenibile a partire da 60 punti.

Come si calcola il voto finale

Il punteggio massimo resta di 100 punti, così suddivisi:

  • fino a 40 punti di credito scolastico;
  • fino a 20 punti per il primo scritto;
  • fino a 20 punti per il secondo scritto;
  • fino a 20 punti per il colloquio orale.

Per ottenere il massimo dei crediti scolastici sarà però necessario aver conseguito almeno 9 in condotta.

Più difficile ottenere il 100 e lode

Cambiano anche i criteri per l’attribuzione dei bonus.

I punti aggiuntivi passano da 5 a 3 e potranno essere assegnati soltanto agli studenti che raggiungeranno almeno 90 punti al termine delle prove.

Per conseguire il 100 e lode sarà necessario ottenere il massimo dei crediti scolastici, il punteggio pieno agli esami, non usufruire dei bonus e ricevere il consenso unanime della commissione.

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