Debutta la nuova Maturità voluta dal Ministero
La Maturità 2026 segna una svolta significativa per gli studenti italiani. Cambia innanzitutto il nome, con il ritorno alla storica denominazione di “Maturità” al posto di Esame di Stato, ma le novità riguardano soprattutto struttura, valutazione e modalità di svolgimento delle prove.
L’obiettivo della riforma è valorizzare maggiormente il percorso di crescita dello studente, la sua autonomia e il senso di responsabilità maturato durante gli anni scolastici.
Tra le novità più rilevanti figura il ruolo centrale attribuito al voto di comportamento.
Gli studenti con una valutazione inferiore a 6 in condotta non potranno essere ammessi all’esame finale.
Per chi invece arriva alla Maturità con un 6 in comportamento, sarà previsto un passaggio aggiuntivo: la redazione e la discussione di un elaborato critico sui temi della cittadinanza attiva e solidale, assegnato dalla commissione prima dell’inizio dell’esame.
Cambiano anche le regole del colloquio orale, che diventa il fulcro dell’intero esame.
La prova, della durata compresa tra 40 e 60 minuti, richiederà una partecipazione attiva del candidato. Chi dovesse rifiutarsi di sostenere il colloquio o scegliere volontariamente la cosiddetta “scena muta” rischierà la bocciatura.
L’interrogazione inizierà con una riflessione personale sul percorso scolastico svolto e non più da uno spunto fornito dalla commissione.
Un’altra novità riguarda la struttura dell’orale.
Scompaiono i tradizionali collegamenti interdisciplinari costruiti dagli studenti. L’esame si concentrerà su quattro materie specifiche:
Durante il colloquio sarà inoltre approfondita l’esperienza svolta nei percorsi di Formazione Scuola-Lavoro (ex Pcto), oltre ai temi legati a Costituzione, ambiente e cittadinanza.
La commissione d’esame sarà più snella rispetto al passato e sarà composta da:
La valutazione finale resterà espressa in centesimi, con il diploma ottenibile a partire da 60 punti.
Il punteggio massimo resta di 100 punti, così suddivisi:
Per ottenere il massimo dei crediti scolastici sarà però necessario aver conseguito almeno 9 in condotta.
Cambiano anche i criteri per l’attribuzione dei bonus.
I punti aggiuntivi passano da 5 a 3 e potranno essere assegnati soltanto agli studenti che raggiungeranno almeno 90 punti al termine delle prove.
Per conseguire il 100 e lode sarà necessario ottenere il massimo dei crediti scolastici, il punteggio pieno agli esami, non usufruire dei bonus e ricevere il consenso unanime della commissione.