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06.03.2018

Tragedia sul lavoro, morto operaio Tecnis. I sindacati: “Muore una brava persona ed un grande lavoratore”

di Redazione
Tragedia sul lavoro, morto operaio Tecnis. I sindacati: “Muore una brava persona ed un grande lavoratore”

SANTA VENERINA – L’ennesima tragedia sul lavoro avvenuta ieri a Santa Venerina, in provincia di Catania, stavolta ha coinvolto Alfio Panebianco, lavoratore edile, deceduto per cause le cui dinamiche del’incidente non sono ancora note.

Fillea Cgil e Feneal Uil di Catania, nel sottolineare che “i morti sul lavoro non sono figli del caso ma degli effetti di una incultura d’mpresa che negli anni è stata anche favorita dal legislatore a discapito del mondo del lavoro” sono in attesa di conoscere la reale dinamica dei fatti, ed esprimono la loro “totale vicinanza ai parenti della vittima“.

Anche la Filca Cisl di Catania, attraverso un post su Facebook, esprime grande dolore e cordoglio alla famiglia della vittima: “L’ennesima tragedia sul lavoro che ha colpito l’amico Alfio Panebianco, operaio della Tecnis Spa, ci lascia sconvolti, increduli ed attoniti. Muore una brava persona ed un grande lavoratore mentre svolgeva il proprio lavoro. Riposa in pace“.

Abbiamo appreso della morte di un operaio edile, Alfio Panebianco, avvenuta ieri pomeriggio a Santa Venerina. È una notizia che ci getta nello sconforto: a nome della Cisl e della Filca Cisl di Catania esprimiamo alla famiglia cordoglio e vicinanza. Alle istituzioni, ai datori di lavoro e ai lavoratori ribadiamo la necessità di non abbassare mai la guardia sulla sicurezza“. Lo dichiarano Maurizio Attanasio, segretario generale della Cisl di Catania, e Nunzio Turrisi, segretario generale della Filca Cisl etnea, appena saputo dell’accaduto.

È l’ennesima tragedia avvenuta su un posto di lavoro che ci lascia increduli e attoniti – affermano– perché nonostante l’avanzare del progresso in tanti campi ancora oggi si muore di lavoro. Serve dunque che il settore delle costruzioni diventi sempre più ‘industriale’ non solo nei fatturati ma anche nella strutturazione dei processi di organizzazione del lavoro“.

Tutto ciò ci dice anche – continuano Attanasio e Turrisi– che è necessario non abbassare mai la guardia sulle misure di sicurezza sui luoghi di lavoro. In tal senso il settore delle costruzioni, con i propri enti bilaterali, con l’Ente scuola edile, con i Comitati paritetici (CPT) e i Responsabili territoriali dei lavoratori per la sicurezza (RLST) fa già tanto, ma evidentemente ciò non basta: ai lavoratori e ai datori di lavoro diciamo che è tempo di comprendere che l’esperienza non può surrogare la formazione sui temi della sicurezza”.

Diventa necessario, inoltre, come proposto già da tempo dalla Cisl – concludono– ripristinare, in sede prefettizia, l’osservatorio sulla salute e sulla sicurezza sui posti di lavoro, con la partecipazione delle istituzioni scolastiche. Riteniamo utile, infatti, inserire le materie della sicurezza già nelle opportune sedi scolastiche, attraverso l’intervento degli enti bilaterali di settore e dei fondi interprofessionali, per concorrere a formare a partire dalle giovani generazioni la cultura della tutela e della salute di chi lavora”.