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10.11.2025

San Gregorio di Catania: commemorazione a 46 anni dall’eccidio dei Carabinieri

di Redazione | 2 min di lettura
San Gregorio di Catania: commemorazione a 46 anni dall’eccidio dei Carabinieri
Indice

SAN GREGORIO – A quarantasei anni dal tragico eccidio di San Gregorio di Catania, l’Arma dei Carabinieri rinnova il proprio tributo di riconoscenza e memoria ai tre militari caduti il 10 novembre 1979 per mano mafiosa nell’adempimento del loro dovere.

Cerimonia al casello autostradale di San Gregorio

Questa mattina, presso il casello autostradale della A18 Catania–Messina, luogo del vile attentato, è stata deposta una corona d’alloro in memoria del:

  • Vice Brigadiere Giovanni Bellissima (24 anni)
  • Appuntato Salvatore Bologna (41 anni)
  • Appuntato Domenico Marrara (50 anni)

La cerimonia si è svolta davanti al cippo commemorativo eretto sul luogo dell’eccidio e ha visto la partecipazione di:

  • Generale di Brigata Salvatore Altavilla, Comandante Provinciale dell’Arma dei Carabinieri
  • Don Rosario Scibilia, Cappellano militare
  • Dott.ssa Giovanna Longhi, vicario del Prefetto di Catania
  • Sebastiano Sgroi, sindaco di San Gregorio di Catania
  • Numerose autorità civili e militari

Messa in suffragio

Successivamente, presso la Chiesa Madre di San Gregorio, è stata celebrata una messa in suffragio dei tre Carabinieri, officiata dal parroco Don Andrea Placido Consoli e da Don Rosario Scibilia.

Nel corso della celebrazione, il Generale Altavilla ha ricordato i tragici momenti della strage, sottolineando il valore, la dedizione e lo spirito di servizio dei tre uomini fino all’estremo sacrificio.

Partecipazione della comunità

Alla cerimonia hanno preso parte:

  • Rosario Marrara, figlio dell’Appuntato Domenico Marrara
  • Sezioni locali e limitrofe dell’Associazione Nazionale Carabinieri (A.N.C.)
  • Una rappresentanza di studenti dell’Istituto Comprensivo Statale “Michele Purrello” e del Liceo Artistico “Emilio Greco”
  • Giovani della Comunità alloggio “Casa Pinardi” di San Gregorio

Cenni sulla strage del casello di San Gregorio

Il 10 novembre 1979, alle ore 05:00, il detenuto Angelo Pavone (detto “faccia d’angelo”), cassiere del clan Mazzei, veniva trasferito dalla Casa Circondariale di Catania a quella di Bologna. La scorta era affidata all’Arma dei Carabinieri:

  • V. Brig. Giovanni Bellissima, Stazione di Catania Piazza Dante
  • App. Salvatore Bologna e App. Domenico Marrara, Nucleo Tribunali e Traduzioni di Catania

All’altezza del casello autostradale di San Gregorio, un commando mafioso aprì il fuoco, uccidendo i tre militari e ferendo gravemente l’autista civile Angelo Paolello. Gli assalitori liberarono Pavone, il cui corpo sarà ritrovato l’21 novembre nelle vicinanze del cimitero di Gravina di Catania, ucciso con auto-strangolamento e segni di violente percosse.

L’evasione era stata pianificata dai soci del Pavone, che lo accusavano di aver intascato parte del riscatto del sequestro Fava. La strage ebbe ampia risonanza nazionale, coincidente con la visita a Catania del Presidente della Repubblica Sandro Pertini, che visitò le salme dei tre Carabinieri, definendo il momento un chiaro segno che “le Forze dell’Ordine sono in prima linea”.

Onorificenze ai caduti

I militari caduti nell’eccidio furono decorati con:

  • Medaglia di bronzo al Valor Civile (1983)
  • Medaglia d’oro al Valor Civile alla memoria (2013)
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