SAN GREGORIO – A quarantasei anni dal tragico eccidio di San Gregorio di Catania, l’Arma dei Carabinieri rinnova il proprio tributo di riconoscenza e memoria ai tre militari caduti il 10 novembre 1979 per mano mafiosa nell’adempimento del loro dovere.
Questa mattina, presso il casello autostradale della A18 Catania–Messina, luogo del vile attentato, è stata deposta una corona d’alloro in memoria del:
La cerimonia si è svolta davanti al cippo commemorativo eretto sul luogo dell’eccidio e ha visto la partecipazione di:
Successivamente, presso la Chiesa Madre di San Gregorio, è stata celebrata una messa in suffragio dei tre Carabinieri, officiata dal parroco Don Andrea Placido Consoli e da Don Rosario Scibilia.
Nel corso della celebrazione, il Generale Altavilla ha ricordato i tragici momenti della strage, sottolineando il valore, la dedizione e lo spirito di servizio dei tre uomini fino all’estremo sacrificio.
Alla cerimonia hanno preso parte:
Il 10 novembre 1979, alle ore 05:00, il detenuto Angelo Pavone (detto “faccia d’angelo”), cassiere del clan Mazzei, veniva trasferito dalla Casa Circondariale di Catania a quella di Bologna. La scorta era affidata all’Arma dei Carabinieri:
All’altezza del casello autostradale di San Gregorio, un commando mafioso aprì il fuoco, uccidendo i tre militari e ferendo gravemente l’autista civile Angelo Paolello. Gli assalitori liberarono Pavone, il cui corpo sarà ritrovato l’21 novembre nelle vicinanze del cimitero di Gravina di Catania, ucciso con auto-strangolamento e segni di violente percosse.
L’evasione era stata pianificata dai soci del Pavone, che lo accusavano di aver intascato parte del riscatto del sequestro Fava. La strage ebbe ampia risonanza nazionale, coincidente con la visita a Catania del Presidente della Repubblica Sandro Pertini, che visitò le salme dei tre Carabinieri, definendo il momento un chiaro segno che “le Forze dell’Ordine sono in prima linea”.
I militari caduti nell’eccidio furono decorati con: