NOTO – In attesa della scadenza, fissata lunedì 7 ottobre, per presentare il ricorso al Tar contro l‘avvio delle ricerche di idrocarburi nel Val di Noto, vasta zona compresa tra le province di Catania, Siracusa e Ragusa, emergono nuovi dettagli in merito alla questione.
Nel corso di alcuni incontri con i sindaci dei Comuni di Noto, Rosolini, Palazzolo Acreide, nel Siracusano, Modica, Ispica e Scicli, nel Ragusano, facenti parte del Distretto Turistico del Sud–Est della Sicilia, i Comitati No Triv del Val di Noto hanno effettuato una richiesta al Ministero dello Sviluppo Economico per la sospensione dei 18 mesi dei lavori di ricerca per le trivellazioni, non valida al momento solo per la Sicilia.
Il motivo di ciò sta nel fatto che la ricerca di idrocarburi è in profonda antitesi con con un territorio dove è già realizzato un vigoroso e consolidato modello economico fondato su agricoltura biologica e di qualità, su importanti flussi turistici ormai non solo stagionali e su eventi culturali, musicali, teatrali, artistici e letterari di grande spessore. In Sicilia quindi le attività andrebbero sospese nell’attesa che il Piano per la transizione energetica sostenibile, attualmente in fase di elaborazione, venga varato in modo da non pregiudicare talune aree del territorio nazionale.
L’incarico dell’estensione di questa richiesta è stata affidato al professor Enzo Di Salvatore, grande esperto di diritto ambientale, delle problematiche energetiche ed estensore dei referendum sulle trivellazioni di idrocarburi.
Dal coordinamento dei Comitati No Triv Val di Noto fanno sapere: “Tutti i Comuni del Distretto hanno deciso all’unanimità di fare questa interpellanza al Mise di adeguare la sospensione dei 18 mesi anche per la Sicilia. Il professor Enzo Di Salvatore è stato indicato per estendere questa interpellanza e tramite lui chiediamo di usufruire del decreto di sospensione. Ciò gioverebbe a tutti, comprese le società di ricerca di combustibili fossili e di idrocarburi, perché sarebbe anche una garanzia per i loro lavori, ma anche per il territorio, che può continuare con il modello economico vincente fondato sul turismo e sugli eventi culturali e musicali. Nelle province di Siracusa e Ragusa c’è un Piano paesaggistico già approvato, in cui le trivellazioni sono proprio escluse. Se i Comuni saranno legittimati nel loro ricorso il prossimo 10 ottobre al Tar ciò sarà ribadito in modo forte”.
Nel frattempo la possibilità che si realizzino alle porte di Pozzallo, nel Ragusano, due impianti di produzione di biometano ha mandato su tutte le furie il sindaco Roberto Ammatuna. Le segnalazioni riguardanti la presenza nell’aria di esalazioni maleodoranti nella zona industriale Modica–Pozzallo, hanno indotto il primo cittadino a inviare delle note all’Avimec e all’Irsap e la prima ha non presenta particolari criticità nel processo depurativo dei reflui in uscita, condizione suffragata dalle analisi di controllo effettuate dall’Arpa e che in ogni caso, a breve, sarebbero iniziati alcuni interventi manutentivi che il Comune di Pozzallo seguirà con molta attenzione.
“Le segnalazioni ricevute dai cittadini – afferma Ammatuna – hanno avuto immediato riscontro con le due note inviate all’Irsap e all’Avimec, attendiamo risposta da quest’ultima e siamo pronti ad intervenire nel caso di disfunzioni o mal funzionamento degli impianti. L’Amministrazione comunale si adopererà con tutte le forze ed in tutte le sedi possibili per controllare se la realizzazione di queste strutture può portare conseguenza negative per la città di Pozzallo e per i suoi cittadini. Comunque è inaccettabile che nessuno abbia segnalato nulla, perché anche se ricadono nel territorio del Comune di Modica sono alle porte della città di Pozzallo”.
Fonte immagine: viaggi.corriere.it