CATANIA – Enel ha lasciato al buio una palazzina, adesso occupata, di via Calatabiano 49 a Catania. Le famiglie esasperate alzano la voce: “Senza luce ed acqua non si può vivere!”. Questo sabato ci sarà una fiaccolata e una raccolta fondi di solidarietà.
La storia di questo edificio inizia nel novembre 2015 quando circa 30 persone, tra cui molti bambini, dopo mesi di proteste e sollecitazioni al Comune e altri enti preposti, hanno aperto le porte per farne finalmente “Casa”.
La palazzina era stata lasciata chiusa e abbandonata dalla proprietà, un’impresa immobiliare con numerosi appalti sul territorio siciliano. Il silenzio dell’amministrazione comunale etnea in merito a ciò aveva così costretto le famiglie a trovare proprio lì una casa e una speranza di stabilità, lì dove da anni regnava l’abbandono.
Il blocco della corrente elettrica da parte dell’Enel si inserisce in questo percorso: “Non siamo ladri, siamo famiglie in difficoltà, vogliamo regolarizzarci, avere una casa come tutti” dichiara Mauro, abitante della palazzina.“Senza luce ed acqua non si può vivere! Come si possono crescere dei figli così? Proprio adesso che aspetto un altro figlio”, aggiunge Deborah, incinta al sesto mese e preoccupata per la gravidanza. Acqua raccolta alla fontana e candele, una vita che non si può sostenere e che non si può chiedere a chi ha come unica colpa quella di non voler vivere per strada.
Dalla questione parte l’appello alla solidarietà cittadina con una fiaccolata che attraversi il quartiere del Borgo per sabato 10 marzo. Esasperati dalla situazione gli abitanti: “Abbiamo bisogno di 1.200 euro per avere l’elettricità”.
L’appello è mirato a una vita normale, una casa, un tetto sopra la testa ma anche luce e acqua, serenità per le famiglie che già vivono numerose difficoltà economiche e lavorative. Tutto questo viene anche da chi vuole difendere il diritto a vivere una vita degna ed è determinato a non arrendersi.