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13.12.2018

Ossessionato dalla gelosia incendia la villa di famiglia: era convinto che la moglie avesse un altro

di Redazione
Ossessionato dalla gelosia incendia la villa di famiglia: era convinto che la moglie avesse un altro

NICOLOSI – La Procura della Repubblica di Catania ha condotto indagini, delegate ai carabinieri della stazione di Nicolosi, a conclusione delle quali il Tribunale di Catania – Sezione giudice per le indagini preliminari ha emesso ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo di 66 anni.

Il 20 novembre 2018 la moglie dell’odierno arrestato si era presentata dai carabinieri di Nicolosi riferendo che nel rientrare in casa sua si era resa conto che l’abitazione era stata completamente distrutta da un incendio. La donna aveva anche avanzato l’ipotesi che ad appiccare il fuoco fosse stato il marito, ex funzionario dell’Ispettorato di Lavoro di Catania attualmente in pensione. La donna, a seguito di un violento litigio avvenuto il giorno 16, era stata infatti cacciata dalla casa coniugale nel Comune di Tremestieri Etneo e per tale ragione si era trasferita a Nicolosi, nella villa acquistata anni addietro in comunione di beni, manifestando inoltre forti timori che il marito potesse minacciare anche alla sua incolumità fisica.

A seguito dell’incendio, sono giunti sul posto i vigili del fuoco di Catania, informati dalla stessa vittima, i quali non hanno potuto far altro che constatare l’incendio del villino, completamente distrutto: nel corso del sopralluogo, inoltre, all’interno dell’immobile sono state trovate delle bombole di gas, di cui una con la valvola aperta. Sulla base dei fatti riscontrati, i carabinieri hanno proceduto a raccogliere dettagliatamente la denuncia della vittima, visibilmente scossa per l’incendio della villa.

La donna esprimeva anche un malessere interiore causato dai reiterati maltrattamenti fisici e psicologici subiti nel corso degli anni di convivenza col marito (circa 40 anni di matrimonio). La vittima, e successivamente le due figlie, hanno riferito che l’uomo era ingiustificatamente ossessionato dalla gelosia.

I rapporti con il marito nel tempo si erano notevolmente incrinati, poiché lui era sempre più perseguitato dall’idea che lei si fosse allontanata dagli affetti coniugali e che la moglie intrattenesse una relazione extraconiugale, adoperandosi in ogni modo a ricercare tracce dell’infedeltà della donna sottraendole i cellulari allo scopo di leggere dati o messaggi inviati dal suo presunto amante, ed era più volte giunto ad apostrofarla con frasi gravemente ingiuriose. I reati contestati sono: maltrattamenti contro familiari, incendio e crollo di costruzioni. L’uomo è stato condotto nel carcere di Catania Piazza Lanza.

Immagine di repertorio

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