CATANIA – Lo chiamavano “Mario, Acchiana e scinni” a causa della sua attività criminale che ha svolto, per anni, da Nord a Sud lungo lo stivale. Parliamo di Mario Strano, il 52enne appartenente alla cosca mafiosa “Cappello-Carateddi” a cui, questa mattina, è stato sequestrato un vero e proprio “tesoro” dal valore di un milione e mezzo di euro costituito da: 3 appartamenti, 18 macchine, una società semplificata di trasporti intestata alla figlia e molti conti in banca.

Mario Strano, 52 anni
Si tratta di un uomo residente nel quartiere di Picanello a Catania e considerato dalla Questura come “socialmente pericoloso”, a cui era già stata inflitta la sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per 5 anni.
Gli appartamenti che sono stati sequestrati sono dei veri e propri gioiellini, finemente arredati con mobili e ornamenti molto costosi.
Come di consueto in questi casi, l’indagine patrimoniale ha evidenziato la sproporzione tra i redditi ufficialmente dichiarati da Strano e dalla sua famiglia, nell’ultimo decennio, e i beni acquisiti: in questo modo è stato dimostrato che tutto il “bottino” proveniva da guadagni illeciti.
Strano è un personaggio la cui carriera criminale è iniziata prestissimo. Sin da quando era minorenne, ha compiuto i crimini più disparati tra cui omicidi, sequestro di persona, ricettazione, rapine, armi.
È nel ’93 che il protagonista di questa “carriera” dalle tinte fosche, entra a far parte della storia della criminalità organizzata. Da quel momento, a suo carico, si sono susseguite due misure cautelari importanti: l’operazione “Orsa Maggiore” quando faceva parte del clan “Santapaola-Ercolano”, e poi l’operazione “Fiducia2” che è stata svolta da polizia e carabinieri nel 2003, quando venne alla luce un radicato sistema di estorsioni.
Parliamo del fratello di Giuseppe Strano, Claudio Strano e Alessandro Strano: quest’ultimo è stato organizzatore e promotore del sodalizio criminale con il clan “Santapaola” e ha subito condanne definitive per associazione mafiosa.



