Il ruolo delle donne nella piazza di spaccio di Librino: così il clan Arena acquistava droga da “Domenico da zà Lina”

Il ruolo delle donne nella piazza di spaccio di Librino: così il clan Arena acquistava droga da “Domenico da zà Lina”

CATANIA – Sono gravemente indiziati, con differenti profili di responsabilità, del delitto di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti e dei delitti di detenzione e di cessione di sostanze stupefacenti, i 31 soggetti attinti da misura cautelare oggi a Catania a seguito dell’operazione “Terzo Capitolo”.

Alcuni degli indagati risultano altresì gravemente indiziati in ordine al delitto di associazione di tipo mafioso (clan Arena) nonché dei delitti di detenzione di armi da guerra e porto illegale di armi comuni da sparo.

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Il provvedimento restrittivo, emesso sulla base di indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia ed eseguite dalla Squadra Mobile – Sezione Antidroga della Questura di Catania, accoglie gli esiti di una complessa ed articolata attività investigativa avviata nel mese di dicembre 2021.

La piazza di spaccio del quartiere Librino

L’indagine, supportata da presidi tecnici (intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche e videoregistrazioni), ha consentito di acquisire significativi elementi a carico di un sodalizio criminale dedito al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti (cocaina, crack, marijuana e skunk) che, da anni, gestirebbe una grossa “piazza di spaccio” nel quartiere popolare di Librino, storicamente presidiato anche da esponenti del clan mafioso Arena.

Del sodalizio mafioso indagato, sempre secondo l’attuale piattaforma investigativa, farebbero parte Massimiliano Arena, Marco Turchetti, Rosario Turchetti, Angelo Patanè e Carmelo Alessio Guerra.



I responsabili, i soldi in mano alle donne

I responsabili della “piazza di spaccio” sarebbero da individuare in Rosario Turchetti e Marco Turchetti, i quali avrebbero agito quali uomini di fiducia di Massimiliano Arena, attualmente detenuto.

Venivano smerciati giornalmente ingenti quantitativi di cocaina, crack, marijuana e skunk tramite un articolato sistema di pusher, vedette, custodi della sostanza stupefacente e responsabili di piazza. Documentato come la droga sarebbe stata confezionata all’interno dell’abitazione di Elisabetta Toscano per poi essere ceduta, per lo più, all’interno dell’androne di un palazzo ubicato nel quartiere.

La cassa dell’associazione, invece, sarebbe stata tenuta da Liliana Carbonaro, madre di Marco Turchetti.

L’indagine ha poi permesso di ricostruire il sistema di rifornimento di cocaina e marijuana della “piazza di spaccio” che avrebbe avuto il principale canale di approvvigionamento in una delle articolazioni del clan mafioso Cappello-Bonaccorsi, storicamente dedito alla gestione del traffico e spaccio di droghe, che sarebbe attualmente capeggiata da Domenico Querulo inteso “Domenico da zà Lina“.

Durante l’attività sono stati operati svariati arresti. Tra i più rilevanti si possono citare quello del capo-piazza Rosario Turchetti.

Le immagini video dell’operazione “Terzo Capitolo”