Flotilla, presidio a Catania per la liberazione dei due attivisti detenuti in Israele

Flotilla, presidio a Catania per la liberazione dei due attivisti detenuti in Israele

CATANIA – A Catania si è svolta una mobilitazione per chiedere la liberazione di due attivisti della Flotilla arrestati in Israele. Nel pomeriggio di ieri, la rete “Catanesi Solidali con il Popolo Palestinese” ha organizzato un presidio in via Etnea, nei pressi della Prefettura, aderendo alla giornata internazionale lanciata dalla Global Sumud Flotilla.

Chi sono i due attivisti detenuti

Al centro della protesta la vicenda del sindacalista catalano di origini palestinesi Saif Abu Keshiek e del medico brasiliano Thiago Avila, entrambi fermati mentre si trovavano su imbarcazioni della Flotilla battenti bandiera italiana. Secondo quanto denunciato dagli organizzatori, i due sarebbero attualmente detenuti senza contatti con legali, familiari o autorità consolari.

Le accuse dei manifestanti

Durante il presidio, diversi interventi hanno sottolineato come si tratterebbe di «due pacifisti disarmati, impegnati in una missione non violenta», che sarebbero stati fermati in acque internazionali. I partecipanti hanno inoltre puntato il dito contro il mancato intervento delle autorità europee nella zona.

Alfonso Di Stefano, esponente della rete promotrice, ha richiamato anche il contesto internazionale, evidenziando la nazionalità dei due attivisti e le posizioni dei rispettivi governi.





Nel mirino anche il ruolo della Grecia e dell’Unione Europea

Nel corso della manifestazione è stato sollevato anche il tema del ruolo della Grecia e dell’Unione Europea nella gestione della vicenda, con critiche sulla mancata tutela degli attivisti e sulla gestione delle operazioni in mare.

Secondo quanto riferito dagli organizzatori, i legali della Global Sumud Flotilla avrebbero presentato un esposto alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo nei confronti di Israele, Italia e Grecia.

Nuove iniziative in programma

La mobilitazione non si ferma. A partire da lunedì 4 maggio sono previste nuove iniziative, a Catania e in altre città, per chiedere la liberazione dei due attivisti e mantenere alta l’attenzione sulla vicenda.