CATANIA – “Le difficoltà, seppur comprensibili, della ditta Dusty in questi giorni di avvio della raccolta rifiuti a Catania, non possono ricadere sui lavoratori. Ci aspettiamo che la manager ritiri la caccia pubblica al dipendente. Oltre a non essere eticamente corretta può rivelarsi persino controproducente” .
Esprime “forte perplessità” la Fp Cgil di Catania, con il suo segretario generale Turi Cubito e Alfio Leonardi, segretario provinciale Fp Cgil igiene ambientale, che hanno appreso dalla stampa locale l’appello lanciato da Rossella Pezzino De Geronimo. La manager ha infatti invitato i cittadini utenti a segnalare non solo eventuali disservizi legati alla raccolta rifiuti, ma anche a fotosegnalare lavoratori della propria impresa “mentre non lavorano o vanno al bar”. Tutto questo, dovrebbe avvenire attraverso un numero aziendale dedicato ai messaggi WhatsApp.
“La signora Rossella Pezzino De Geronimo che ha una lunga esperienza alle spalle – proseguono Cubito e Leonardi –, sa molto bene che il valore di un lavoratore non viene di certo meno se durante le ore di servizio si prende un caffè o va in bagno. Se il problema è quello di controllare che il dipendente sia davvero operativo, esistono le gerarchie interne nelle squadre con figure che sono deputate a favorire le condizioni migliori affinché il lavoratore renda al massimo e prevenga o segnali alla proprietà eventuali problemi interni. Un cittadino non è in grado di sapere se la persona da segnalare è un nulla facente o è solo un lavoratore che si concede una pausa fisiologica. Per questo la Cgil chiede alla Dusty di ritirare l’appello per la parte concernente la segnalazione del lavoratore, e si offre per risolvere in un clima di collaborazione e legittima contrattazione, eventuali difficoltà di gestione del personale”.
“Proprio facendo riferimento alla necessità di fare fronte comune per risollevare Catania, crediamo sia necessario mettere da parte soluzioni improbabili, – concludono Cubito e Leonardi – che finirebbero solo per creare caos e umiliazione ai danni di chi invece lavora onestamente”.
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