ACIREALE – Si ferma il progetto del depuratore consortile in località San Girolamo ad Acireale. Il TAR Sicilia ha accolto il ricorso presentato da alcuni privati, annullando la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e gli atti principali dell’iter autorizzativo.
A renderlo noto è il sindaco Roberto Barbagallo.
Le criticità evidenziate dal Tar
La decisione non riguarda il merito dell’opera, ma mette in luce diverse irregolarità procedurali.
Tra i punti contestati:
- la mancata convocazione dell’Area Marina Protetta Isole dei Ciclopi nella fase finale della conferenza di servizi
- l’acquisizione di documenti tecnici dopo la chiusura del procedimento, senza coinvolgere tutti gli enti competenti
Secondo i giudici, queste anomalie hanno compromesso la correttezza dell’iter, rendendo illegittima l’autorizzazione.
Iter da rifare da zero
A seguito della sentenza, il procedimento dovrà essere riavviato.
Sarà necessario riconvocare la conferenza di servizi e riesaminare il progetto, coinvolgendo nuovamente tutte le amministrazioni interessate e tenendo conto delle integrazioni tecniche presentate.
Le perplessità già emerse
Il sindaco ha ricordato come fossero già state sollevate criticità legate:
- ai processi di trattamento non adeguati o mancanti
- alla lunghezza insufficiente del pennello a mare
Osservazioni condivise anche con gli uffici dell’Area Marina Protetta.
Un’opera necessaria, ma da rivedere
Nonostante lo stop, l’amministrazione ribadisce la necessità di dotare il territorio di un sistema di depurazione efficiente.
L’obiettivo resta quello di realizzare l’infrastruttura, ma in un’area idonea e con un iter privo di vizi procedurali.
Una partita ancora aperta
La vicenda resta dunque aperta: il progetto dovrà essere rivisto e corretto prima di poter eventualmente ripartire.
Nel frattempo, il caso riaccende il dibattito su ambiente, pianificazione e rispetto delle procedure in opere strategiche per il territorio.



