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07.09.2026

Catania, si alza dalla barella e scatena il panico: follia al Pronto Soccorso del Cannizzaro

di Redazione | 1 min di lettura

Dalle verifiche è emerso che il 36enne avesse precedenti in materia di reati contro la persona e fosse assuntore di sostanze stupefacenti

Catania, si alza dalla barella e scatena il panico: follia al Pronto Soccorso del Cannizzaro
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Si trovava in attesa degli esiti degli esami clinici, quando, all’improvviso, si è alzato dalla barella per aggredire il personale sanitario del Pronto Soccorso. A fermare l’aggressione di un 36enne catanese sono stati gli agenti della Polizia di Stato, in servizio al posto di polizia dell’ospedaleCannizzaro” di Catania, intervenuti nell’area di osservazione dedicata ai pazienti sottoposti ad una serie di analisi cliniche.

La pretesa di essere ricoverato

Improvvisamente, l’uomo è sceso dalla barella per inveire contro medici ed infermieri, colpendoli con calci e pugni. In una prima fase, il 36enne ha preteso di essere ricoverato senza attendere oltre, minacciando di morte il medico che lo stava visitando. Poi ha scaraventato contro i sanitari una bottiglia d’acqua ossigenata e, infine, si è scagliato contro altri tre infermieri intervenuti per calmarlo. Ad uno dei medici ha sferrato un pugno, agli altri, invece, ha indirizzato calci e gomitate.

L’intervento delle Forze dell’Ordine

Sul posto è intervenuta anche una pattuglia della squadra Volanti della Questura di Catania. I poliziotti hanno fermato l’uomo e raccolto la denuncia dei sanitari aggrediti.

Precedenti e uso di stupefacenti

Dalle verifiche è emerso che il 36enne avesse precedenti in materia di reati contro la persona e fosse assuntore di sostanze stupefacenti.

L’arresto

Alla luce delle condotte messe in atto, l’uomo è stato arrestato per lesioni aggravate, ferma restando la presunzione d’innocenza dell’indagato valevole ora e fino a condanna definitiva.

Su disposizione del Pubblico Ministero di turno, l’uomo è stato condotto nelle camere di sicurezza della Questura, in attesa di essere giudicato per direttissima.

Dopo la convalida dell’arresto, il giudice ha applicato nei suoi confronti la misura cautelare degli arresti domiciliari.

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