Ismaele La Vardera ha specificato che, prima di scrivere delle lettere al presidente della Regione, Renato Schifani, e alla Commissione regionale Antimafia all'Ars, ha esporto denuncia anche alla guardia di finanza
Giorni di tensione all’ospedale Cervello di Palermo, in seguito alla denuncia di un testimone riguardante la presunta familiarità tra il personale delle pulizie e l’ambiente mafioso. La situazione sarebbe divenuta pubblica ieri quando, all’interno del programma “Lo Stato delle cose” di Massimo Giletti, Ismaele La Vardera ha scelto di raccontare la denuncia di un, o una, dipendente del centro ospedaliero.
Secondo quanto emerso grazie a La Vardera, deputato di Controcorrente e presidente di Progetto Civico Italia, una denuncia per presunta “parentopoli mafiosa” sarebbe stata esposta a luglio scorso, al Gico della guardia di finanza di Palermo.
Tale situazione, iniziata già dal 2021, riguarderebbe quindi due donne, moglie e sorella, imparentate a personaggi facenti parti di famiglie mafiose, oltre che condannati per racket e traffico di stupefacenti. Sulla base di quanto raccontato da La Vardera, infatti, le due “appartengono a famiglie mafiose di una certa caratura a Palermo“.
“C’è un super testimone che lavora la dentro e vuole parlare – ha poi aggiunto – e denunciare che ci sono lavoratori parenti di varie famiglie mafiose palermitane. Questi hanno vantaggi che gli altri non hanno. Parliamo di sanità e soldi pubblici. Bisogna fare chiarezza”.
Nello specifico le donne, coordinatrici della ditta di polizia, sono “una parente molto stretta” a Tommaso Nicolicchia, condannato per traffico di stupefacenti ed estorsioni del mandamento Brancaccio, e ai fratelli Giuseppe, Domenico e Nunzio Serio, conosciuti come i “fratelli terribili“, anche loro condannati per droga ed estorsione.
Ad esprimersi sul caso, infine, anche l’assessore regionale alla salute Marcello Caruso, che durante un intervento pubblico ha dichiarato:
“Verificheremo con attenzione la denuncia di alcuni organi di stampa sull’eventuale presenza di personale, riconducibile a contesti mafiosi, assunto nell’azienda che si occupa delle pulizie nell’ospedale Cervello di Palermo.
La legalità è uno dei principi cardine del governo Schifani e in quest’ottica faremo gli opportuni approfondimenti, in collaborazione con l’azienda ospedaliera, per capire se siano stati rispettati tutti i criteri che garantiscono trasparenza e impermeabilità alle infiltrazioni mafiose”.