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29.09.2026

Ospedale di Palermo, denunciata tra il personale di pulizia la presenza di “parentopoli mafiosa”

di Corrado Denaro | 2 min di lettura

Ismaele La Vardera ha specificato che, prima di scrivere delle lettere al presidente della Regione, Renato Schifani, e alla Commissione regionale Antimafia all'Ars, ha esporto denuncia anche alla guardia di finanza

Ospedale di Palermo, denunciata tra il personale di pulizia la presenza di “parentopoli mafiosa”
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Giorni di tensione all’ospedale Cervello di Palermo, in seguito alla denuncia di un testimone riguardante la presunta familiarità tra il personale delle pulizie e l’ambiente mafioso. La situazione sarebbe divenuta pubblica ieri quando, all’interno del programma “Lo Stato delle cose” di Massimo Giletti, Ismaele La Vardera ha scelto di raccontare la denuncia di un, o una, dipendente del centro ospedaliero.

Scoppia il caso all’ospedale di Palermo: la denuncia di La Verdara alla trasmissione “Lo Stato delle cose”

Secondo quanto emerso grazie a La Vardera, deputato di Controcorrente e presidente di Progetto Civico Italia, una denuncia per presunta “parentopoli mafiosa” sarebbe stata esposta a luglio scorso, al Gico della guardia di finanza di Palermo.

Tale situazione, iniziata già dal 2021, riguarderebbe quindi due donne, moglie e sorella, imparentate a personaggi facenti parti di famiglie mafiose, oltre che condannati per racket e traffico di stupefacenti. Sulla base di quanto raccontato da La Vardera, infatti, le due “appartengono a famiglie mafiose di una certa caratura a Palermo“.

“C’è un super testimone che lavora la dentro e vuole parlare – ha poi aggiunto – e denunciare che ci sono lavoratori parenti di varie famiglie mafiose palermitane. Questi hanno vantaggi che gli altri non hanno. Parliamo di sanità e soldi pubblici. Bisogna fare chiarezza”.

Nello specifico le donne, coordinatrici della ditta di polizia, sono “una parente molto stretta” a Tommaso Nicolicchia, condannato per traffico di stupefacenti ed estorsioni del mandamento Brancaccio, e ai fratelli Giuseppe, Domenico e Nunzio Serio, conosciuti come i “fratelli terribili“, anche loro condannati per droga ed estorsione.

L’appello dell’assessore alla salute Caruso: “Faremo gli opportuni approfondimenti”

Ad esprimersi sul caso, infine, anche l’assessore regionale alla salute Marcello Caruso, che durante un intervento pubblico ha dichiarato:

“Verificheremo con attenzione la denuncia di alcuni organi di stampa sull’eventuale presenza di personale, riconducibile a contesti mafiosi, assunto nell’azienda che si occupa delle pulizie nell’ospedale Cervello di Palermo.

La legalità è uno dei principi cardine del governo Schifani e in quest’ottica faremo gli opportuni approfondimenti, in collaborazione con l’azienda ospedaliera, per capire se siano stati rispettati tutti i criteri che garantiscono trasparenza e impermeabilità alle infiltrazioni mafiose”.

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