CATANIA – Ha confessato il tentato femminicidio Giovanni Platania, il 56enne che giovedì sera ha accoltellato l’ex moglie, una donna di 51 anni, colpendola con dodici fendenti, uno dei quali le ha raggiunto il cuore. Davanti alla pm Emilia Rapisarda, l’uomo ha risposto alle domande degli inquirenti, ricostruendo l’aggressione e negando che alla base ci fosse la gelosia.
“La gelosia non c’entra. Il nostro matrimonio è finito tre anni fa e io l’ho accettato. Ma da quel momento mi ha sempre maltrattato e, quando sono uscito dal carcere, mi ha impedito di vedere mia figlia”, avrebbe dichiarato nel corso dell’interrogatorio.
L’aggressione in strada davanti a un bazar
L’accoltellamento è avvenuto poco prima delle 20 in via Villa Glori, davanti a un bazar. Secondo il racconto fornito dall’indagato, tutto sarebbe nato da un incontro casuale.
“Passavo con lo scooter e mi sono fermato. Ho cominciato a dirle che non era giusto quello che stava facendo: abbiamo litigato. Poi ho preso il coltello e l’ho colpita”, ha raccontato alla presenza del suo legale di fiducia.
Platania ha escluso la premeditazione, sostenendo di avere con sé il coltello perché solito usarlo quando va a raccogliere asparagi. Dopo l’aggressione, avrebbe lasciato l’arma a terra, sull’asfalto, accanto al suo Kymco People, e si sarebbe allontanato a piedi.
“Sono scappato a piedi e ho vagato per tutta la notte per strada. Poi mi sono seduto in piazza e lì mi hanno trovato i carabinieri”, avrebbe aggiunto.
Fermato dopo 14 ore di fuga
La fuga è durata poco più di mezza giornata. I carabinieri del Nucleo investigativo lo hanno rintracciato circa 14 ore dopo in piazza Giambattista Pergolesi. Quando è stato bloccato, indossava ancora abiti sporchi di sangue.
Una volta portato negli uffici del comando provinciale, sugli indumenti dell’uomo sono state isolate tracce ematiche, che saranno adesso sottoposte ad analisi e messe a disposizione dell’autorità giudiziaria nell’ambito dell’inchiesta.
Platania, che ha precedenti per rapina, era tornato in libertà solo da poche settimane, l’8 marzo scorso, dopo avere scontato quattro anni di carcere. Ieri è stato nuovamente portato in un istituto penitenziario: ha trascorso la sua prima notte nel carcere di Piazza Lanza, dopo l’esecuzione del fermo disposto dalla pm e vistato dalla procuratrice aggiunta Liliana Todaro.
La donna operata, “situazione quasi miracolosa”
La vittima è ricoverata in terapia intensiva alla clinica Morgagni di Pedara, dove è stata trasferita dall’ospedale Cannizzaro. La donna è stata sottoposta a un delicato intervento multidisciplinare che ha interessato anche il cuore.
Secondo i medici, almeno tre ferite hanno minacciato organi vitali e una, in particolare, ha colpito il cuore. Le sue condizioni restano gravi, ma il decorso viene definito incoraggiante. La paziente respira spontaneamente.
Una famiglia segnata e quattro figli
Platania e la donna hanno quattro figli, due maschi e due femmine. Tra loro c’è anche la figlia minorenne che, secondo quanto emerso, l’uomo non avrebbe potuto vedere dopo la scarcerazione. È proprio questo uno dei punti richiamati dall’indagato nel tentativo di spiegare il contesto che avrebbe preceduto l’aggressione.
Le indagini proseguono ora per chiarire tutti i dettagli dell’aggressione e per ricostruire con precisione il contesto in cui è maturato il tentato omicidio.





