Caro carburanti e crisi delle marinerie: cresce la tensione nel comparto pesca.
Torna a salire la tensione nel settore della pesca siciliana e nazionale. La Federazione Armatori Siciliani rilancia l’allarme sul caro carburanti e sulle gravi difficoltà economiche che stanno mettendo in crisi centinaia di imprese ittiche.
Secondo la Federazione, il comparto non sarebbe più in grado di sostenere i costi operativi legati all’attuale prezzo del gasolio destinato ai pescherecci, aggravato dal contesto internazionale e dagli effetti della cosiddetta “economia di guerra”.
La FAS ha ricordato che nelle scorse settimane era stata annunciata una clamorosa protesta con il blocco dello Stretto di Messina previsto per il 1° maggio, mobilitazione successivamente sospesa dopo un confronto istituzionale con la Presidenza dell’Assemblea Regionale Siciliana.
Secondo quanto riferito dalla Federazione, una delegazione degli armatori sarebbe stata ricevuta due giorni prima della protesta dal Presidente dell’ARS, che avrebbe assunto l’impegno di aprire immediatamente un tavolo politico e tecnico dedicato alla crisi del comparto.
La Federazione chiede da tempo misure urgenti e strutturali per garantire la sopravvivenza economica delle marinerie italiane.
Tra le principali richieste:
“Non è più sostenibile che le imprese di pesca paghino il carburante a prezzi incompatibili con la sopravvivenza economica delle marinerie. Molti armatori sono costretti a fermare le imbarcazioni perché uscire in mare significa lavorare in perdita”, sottolinea la Federazione.
Per martedì 12 maggio sarebbe stato programmato un incontro istituzionale a Palermo al quale, secondo indiscrezioni, dovrebbero partecipare:
Sarà presente anche la CISAL Catania (con il segretario provinciale Giovanni Lo Schiavo insieme a Gaetano Aiello) e Giuseppe Badagliacca (segretario generale CISAL Sicilia), vicini sin dall’inizio di questa “battaglia” alla Federazione. L’obiettivo comune è chiedere il rispetto degli impegni assunti e il coinvolgimento diretto del Governo nazionale per rendere rapidamente operative le misure di sostegno economico già previste dall’Unione Europea.

La FAS ricorda infatti che Bruxelles ha già previsto strumenti straordinari di sostegno per il comparto pesca, che consentirebbero:
“Le risorse europee esistono già. Adesso servono i decreti attuativi nazionali e regionali per trasformare quei fondi in aiuti reali e immediatamente accessibili alle imprese”, evidenzia la Federazione.
La Federazione Armatori Siciliani ribadisce come il settore rappresenti un pilastro fondamentale per l’economia e l’identità delle comunità costiere italiane.
“La pesca italiana non può essere lasciata sola davanti all’aumento incontrollato dei costi energetici. Senza interventi immediati molte imprese rischiano la chiusura definitiva, con conseguenze gravissime sul piano sociale ed economico per l’intero territorio”, conclude la FAS.