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11.05.2026

Stato di agitazione della pesca, la Federazione Armatori Siciliani avverte: “Il settore rischia il collasso”

di Redazione

Caro carburanti e crisi delle marinerie: cresce la tensione nel comparto pesca.

Stato di agitazione della pesca, la Federazione Armatori Siciliani avverte: “Il settore rischia il collasso”
Indice

Torna a salire la tensione nel settore della pesca siciliana e nazionale. La Federazione Armatori Siciliani rilancia l’allarme sul caro carburanti e sulle gravi difficoltà economiche che stanno mettendo in crisi centinaia di imprese ittiche.

Secondo la Federazione, il comparto non sarebbe più in grado di sostenere i costi operativi legati all’attuale prezzo del gasolio destinato ai pescherecci, aggravato dal contesto internazionale e dagli effetti della cosiddetta “economia di guerra”.

Il blocco dello Stretto di Messina sospeso dopo l’intervento dell’ARS

La FAS ha ricordato che nelle scorse settimane era stata annunciata una clamorosa protesta con il blocco dello Stretto di Messina previsto per il 1° maggio, mobilitazione successivamente sospesa dopo un confronto istituzionale con la Presidenza dell’Assemblea Regionale Siciliana.

Secondo quanto riferito dalla Federazione, una delegazione degli armatori sarebbe stata ricevuta due giorni prima della protesta dal Presidente dell’ARS, che avrebbe assunto l’impegno di aprire immediatamente un tavolo politico e tecnico dedicato alla crisi del comparto.

Le richieste della Federazione Armatori Siciliani

La Federazione chiede da tempo misure urgenti e strutturali per garantire la sopravvivenza economica delle marinerie italiane.

Tra le principali richieste:

  • l’introduzione di un tetto massimo nazionale sul prezzo del diesel defiscalizzato destinato alla pesca;
  • un prezzo compreso tra 40 e 50 centesimi al litro in condizioni economiche ordinarie;
  • un limite massimo tra 60 e 70 centesimi al litro nell’attuale scenario internazionale.

“Non è più sostenibile che le imprese di pesca paghino il carburante a prezzi incompatibili con la sopravvivenza economica delle marinerie. Molti armatori sono costretti a fermare le imbarcazioni perché uscire in mare significa lavorare in perdita”, sottolinea la Federazione.

Atteso un incontro istituzionale a Palermo

Per martedì 12 maggio sarebbe stato programmato un incontro istituzionale a Palermo al quale, secondo indiscrezioni, dovrebbero partecipare:

  • il Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani;
  • l’assessore regionale al Bilancio;
  • funzionari dell’Ufficio Legislativo della Regione;
  • rappresentanti della Federazione Armatori Siciliani.

Sarà presente anche la CISAL Catania (con il segretario provinciale Giovanni Lo Schiavo insieme a Gaetano Aiello) e Giuseppe Badagliacca (segretario generale CISAL Sicilia), vicini sin dall’inizio di questa “battaglia” alla Federazione. L’obiettivo comune è chiedere il rispetto degli impegni assunti e il coinvolgimento diretto del Governo nazionale per rendere rapidamente operative le misure di sostegno economico già previste dall’Unione Europea.

In foto Giovanni Lo Schiavo e Fabio Micalizzi

“Servono subito i decreti attuativi”

La FAS ricorda infatti che Bruxelles ha già previsto strumenti straordinari di sostegno per il comparto pesca, che consentirebbero:

  • rimborsi fino al 70% delle spese per il carburante;
  • contributi fino a 50 mila euro per ogni impresa di pesca.

“Le risorse europee esistono già. Adesso servono i decreti attuativi nazionali e regionali per trasformare quei fondi in aiuti reali e immediatamente accessibili alle imprese”, evidenzia la Federazione.

“La pesca non può essere abbandonata”

La Federazione Armatori Siciliani ribadisce come il settore rappresenti un pilastro fondamentale per l’economia e l’identità delle comunità costiere italiane.

“La pesca italiana non può essere lasciata sola davanti all’aumento incontrollato dei costi energetici. Senza interventi immediati molte imprese rischiano la chiusura definitiva, con conseguenze gravissime sul piano sociale ed economico per l’intero territorio”, conclude la FAS.

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