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30.01.2025

Processo direttissimo per 26 ultras del Gela dopo la partita contro il Modica

di Redazione
Processo direttissimo per 26 ultras del Gela dopo la partita contro il Modica
Indice

MODICA – Le indagini condotte dal Commissariato di Pubblica Sicurezza di Modica a seguito dell’incontro di Eccellenza Siciliana, girone B, tra Modica e Gela, disputato lo scorso marzo, hanno portato al processo direttissimo per ventisei ultras gelesi.

Nell’immediato, l’attività investigativa aveva già portato all’arresto in flagranza di quattro persone, due tifosi del Gela e due del Modica. I primi erano stati fermati per possesso e lancio di artifizi pirotecnici, mentre ai secondi erano stati sequestrati bombe carta, una mazza e un coltello.

La partita Modica-Gela

Grazie anche all’analisi delle immagini della Polizia Scientifica, gli agenti sono riusciti a identificare i tifosi gelesi responsabili del porto abusivo di mazze, fumogeni e bombe carta. Questo materiale, sequestrato durante i controlli pre-partita, non è stato quindi introdotto né utilizzato all’interno dello stadio “Vincenzo Barone”.

Guai per 26 ultras gelesi

A seguito degli arresti e delle segnalazioni all’autorità giudiziaria, il Questore di Ragusa ha emesso 26 provvedimenti di D.A.SPO a carico degli ultras gelesi, con divieti di accesso alle manifestazioni sportive che variano da uno a cinque anni. Alcuni di questi provvedimenti prevedono anche l’obbligo di firma, convalidato dal GIP per i soggetti con precedenti specifici e condotte più gravi.

Sulla base della documentazione raccolta durante le indagini, la Procura della Repubblica di Ragusa ha citato tutti i tifosi coinvolti a giudizio direttissimo, come previsto dalla normativa per i reati commessi negli stadi, quando le prove a carico degli imputati risultano evidenti.

L’attività di monitoraggio della Polizia di Stato nel corso degli incontri calcistici della scorsa stagione aveva già portato alla denuncia di due tifosi ennesi e tre supporters modicani, responsabili di condotte simili e di turbativa dell’ordine pubblico. Anche loro sono stati successivamente raggiunti da provvedimenti D.A.SPO.