GELA – Cocaina e centro d’incontri in un noto bar del centro di Gela. L’operazione dei carabinieri del comando provinciale di Caltanissetta, di questa mattina, ha sgominato una vera e propria associazione della droga, importata a Gela con guadagni di oltre 40 mila euro al mese.
Il nome dell’operazione, in particolare, prende il nome proprio dal Bar Cruis, famoso in tutto il paese, di via Palazzi, 64. I militari hanno accertato che il locale era diventato il nucleo fondamentale dell’attività criminale, dove i complici si incontravano, ma anche dove i clienti si rifornivano.
A capo di questa “associazione” spicca il nome di Crocifisso Di Gennaro, punto di riferimento per tutti i membri. L’uomo era naturalmente affiancato da diversi collaboratori, tra cui il suo braccio destro, Vincenzo Cannizzo, già coinvolto in diverse operazioni. Quest’ultimo aveva anche il ruolo di mediatore tra Di Giuseppe, gli altri pusher e il figlio minorenne, T.P. Sulla base delle direttive di Crocifisso Di Giuseppe, infatti, Cannizzo aveva in mano un cospicuo numero di giovani spacciatori, sopratutto di cocaina, attivi in tutta la zona interessata dalle indagini.
I canali di approvvigionamento sono stati individuati nelle figure di Antonino Santonocito e Giuseppe Agatino Barbagallo, entrambi catanesi, e nell’albanese Almarin Tushja, attivo nella zona di Santa Croce Camerina. I 3 consegnavano ingenti quantità di droga a Di Gennaro, che la rivendeva direttamente o attraverso i suoi più fidati collaboratori.
Inizialmente, il punto nevralgico dello spaccio era stato individuato nella casa del capo dell’associazione, per poi essere stato trasferito, nel 2015, proprio nel Bar Cruis. L’attività d’indagine è stata resa ancora più complessa perché, attraverso le intercettazioni, è stato accertato che i membri del gruppo utilizzavano, per le loro comunicazioni, un linguaggio criptico, o spesso semplici squilli telefonici in codice o SMS, in base ai quali era possibile, rispettivamente, determinare l’avvicinamento di un affiliato per la cessione della droga oppure la richiesta degli acquirenti.
L’attività d’indagine ha permesso di evidenziare un dato importante: Di Gennaro gestiva circa 1500 euro al giorno, per un volume mensile di circa 40 mila euro. L’attività tecnica della sezione operativa ha visto l’ascolto di circa un centinaio di telefonate e l’impiego di numerose videocamere, per una durata complessiva di circa 1 anno.
Contestualmente sono state svolte anche 19 perquisizioni personali e locali anche a Ravenna e Ragusa. Le persone coinvolte, dovranno rispondere, a vario titolo, dei reati di: associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, cessione, trasporto, detenzione illecita di stupefacenti, intestazione fittizia di beni in concorso.
Ecco i nomi di tutti gli arrestati:
- Giuseppe Agatino Barbagallo, 22enne (Catania);
- Vincenzo Cannizzo, 40enne (Mestre, Venezia);
- Crocifisso Di Gennaro, 37enne (Gela);
- Antonino Santonocito, 64enne (Catania);
- Almarin Tushja, 28enne; (Cecina, Livorno);
- T.P., 21enne (all’epoca minore) (Gela);
- C.M, 22enne (all’epoca minore) (Gela);
- Obbligo di presentazione alla P.G.
- R. M., classe ’86 (Lonato del Garda, Brescia)
- Collocamento in Comunità
- S.S, 22enne (all’epoca minore) (Lodi)




