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16.04.2025

Un timone e un cannone in ferro nei fondali di Fontane Bianche. Possibile fil rouge con la Battaglia di Capo Passero

di Redazione | 1 min di lettura
Un timone e un cannone in ferro nei fondali di Fontane Bianche. Possibile fil rouge con la Battaglia di Capo Passero
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SIRACUSA – Grandiosa scoperta a Fontane Bianche – frazione marinara di Siracusa – dove l’ispettore onorario per i Beni culturali sommersi della provincia di Siracusa, Fabio Portella, ha rinvenuto un timone e un cannone navale a seguito di alcune immersioni subacquee.

Frammenti di storia nei fondali di Fontane Bianche

In merito si è espresso l’assessore regionale ai Beni culturali e identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato, che ha dichiarato: “Questi ritrovamenti aprono nuovi scenari per intraprendere ulteriori attività di ricerca, al fine di arricchire le conoscenze su questo evento bellico che ancora una volta vede la Sicilia e il suo mare protagonista”.

I due reperti navali

Il timone, costruito in legno e ricoperto da una lamina metallica inchiodata, è lungo quasi cinque metri per un peso di circa 800 kg. Probabilmente è appartenuto a una nave in legno di grandi dimensioni. Data la sua deperibilità e la bassa profondità di ritrovamento, su indicazione della Soprintendenza del Mare è stato recuperato per scongiurare possibili danneggiamenti. Attualmente è sottoposto al primo trattamento conservativo.

Il cannone in ferro è lungo quasi 2,5 metri si trova ad una profondità di 49 metri. In base a quanto emerge dai dettagli costruttivi (culatta, bottone, orecchioni, anelli di rinforzo), il reperto risalirebbe al periodo tra il XVI ed XVIII secolo.

Un “fil rouge” tra i reperti e la Battaglia di Capo Passero

Alla luce dei ritrovamenti già effettuati ad Avola nelle zone “Gallina” e “Cicirata” di oggetti e reperti risalenti alla Battaglia di Capo PasseroAvola (combattuta l’11 agosto del 1718 tra la flotta inglese e quella spagnola), si ipotizza che questi recenti ritrovamenti possano essere riferibili al medesimo evento.

È infatti storicamente accertato, attraverso le cronache militari del tempo, che alcuni galeoni spagnoli si avvicinarono al litorale di Avola per sfuggire alle veloci navi inglesi, naufragando in prossimità della costa

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