Anche il servizio delle autobotti private sta vivendo forti difficoltà. Situazione critica a Canicattì
Ad Agrigento l’acqua c’è, ma le carenze infrastrutturali continuano a impedirne la normale erogazione. A causa di reti colabrodo e della mancanza di condotte e allacciamenti, l’acqua non arriva nei rubinetti di molte abitazioni di campagna.
Fino a poco tempo fa i residenti sopperivano al disservizio affidandosi alle autobotti private. Adesso però anche questo sistema sta vivendo forti difficoltà.
Aica, l’ente gestore del servizio idrico integrato per la provincia agrigentina, è infatti intervenuta per contrastare il fenomeno delle autobotti abusive che, durante l’emergenza idrica, rifornivano acqua senza particolari regole. L’ente ha introdotto nuove disposizioni: tracciabilità totale, sistema a ticket per gli utenti e pagamento dell’acqua direttamente ad Aica e non più ai privati.
Inoltre è in corso un censimento per regolarizzare tutte le utenze, comprese quelle mai allacciate o staccate dalla rete pubblica. Previsto anche uno sconto del 10% in bolletta per chi vive in zone non raggiunte dalle condotte idriche, dal momento che Aica non dovrà sostenere costi di manutenzione.
L’obiettivo dichiarato è uno: riportare legalità nel settore, facendo pagare tutti per pagare meno.
Intanto continuano riunioni e comitati per l’ordine e la sicurezza pubblica. La situazione più critica si registra a Canicattì, dove il fermo degli autobottisti privati sta creando pesanti disagi.
Il sindaco Vincenzo Corbo ha parlato di circa 160 richieste di approvvigionamento ancora da soddisfare, mentre interi quartieri del centro storico restano senz’acqua da mesi a causa delle falle nella rete pubblica.