PALERMO – Il blitz della Guardia di Finanza di oggi, che ha portato all’arresto di 91 esponenti mafiosi (boss, gregari, estorsori, prestanomi) dei clan dei quartieri Acquasanta e Arenella, sedi delle storiche famiglie mafiose dei Ferrante e dei Fontana, è stato un duro colpo a Cosa Nostra. La mafia siciliana, infatti, era pronta a sfruttare (e forse stava già sfruttando) le difficoltà causate dall’emergenza Coronavirus per espandere nuovamente il suo impero.
Lo dimostra, tra i tanti arresti, quello dell’ex concorrente del Grande Fratello 10, Daniele Santoianni, risultato prestanome di una società di vendita di caffè. Santoianni infatti, non era solo un ex concorrente di un programma televisivo, ma sarebbe stato un ex broker di una società fallita. Questo, a riprova del fatto che Cosa Nostra, ora più che mai, sfrutta le difficoltà economiche delle persone per portarle dalla sua parte.
L’operazione si è articolata tra Palermo e il Nord Italia. In Lombardia soprattutto, sarebbero finiti in manette i fratelli Fontana (considerati i vertici), Gaetano (44 anni), Giovanni (42) e Angelo (40), i figli di don Stefano, uno dei fedelissimi del capo dei capi Totò Riina. Oltre a loro anche la figlia del boss dell’Acquasanta, Rita, e la moglie, Angela Teresi. In una delle regioni più colpite dal Covid (non a caso) stavano anche i cosiddetti insospettabili.
Sul fronte palermitano, gli arresti avrebbero riguardato i fedelissimi del clan dell’Acquasanta. Le accuse contestate sarebbero, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione, intestazione fittizia di beni, ricettazione, riciclaggio, traffico di droga, frode sportiva e truffa.
Le Fiamme Gialle hanno sequestrato beni per 15 milioni di euro. L’operazione avrebbe svelato gli interessi di Cosa Nostra negli appalti e nelle commesse sui lavori eseguiti ai cantieri navali di Palermo, nelle attività del mercato ortofrutticolo, nella gestione delle scommesse online e delle slot-machine, oltre che in quella “classica” del traffico di droga e nelle corse dei cavalli. Anche le estorsioni, come da “prassi”, sono rimaste tra le “attività” principali dei clan.
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