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29.05.2026

Consorzio di Bonifica 9 Catania, dipendenti in protesta dopo il mancato via libera ai buoni pasto

di Redazione | 1 min di lettura

Il vice direttore avrebbe infatti ribadito l'impossibilità di procedere, richiamando le difficoltà economiche dell’Ente e il mancato adeguamento dei contributi regionali previsti dalla legge regionale 45/95.

Consorzio di Bonifica 9 Catania, dipendenti in protesta dopo il mancato via libera ai buoni pasto

Il mancato via libera dei buoni pasto per i dipendenti del Consorzio di Bonifica 9 Catania ha scatenato una protesta all’interno degli ambienti sindacali, facendo proclamare a FLAI CGIL, FAI CISL e FILBI UIL di Catania lo stato di agitazione del personale.

La decisione, arriva all’indomani dell’incontro tenutosi il 28 maggio al Consorzio, che non avrebbe portato nessun risultato, nonché il netto diniego dell’ente rispetto a una richiesta legittima, già oggetto di uno specifico accordo sottoscritto il 1° dicembre 2025 tra il commissario straordinario del Consorzio e le rappresentanze dei lavoratori.

Il vice direttore avrebbe infatti ribadito l’impossibilità di procedere, richiamando le difficoltà economiche dell’Ente e il mancato adeguamento dei contributi regionali previsti dalla Legge regionale 45/95.

I sindacati, pur condividendo la necessità di un aggiornamento dei trasferimenti regionali, tengono a sottolineare come il bilancio del Consorzio presenti margini che consentirebbero di sostenere la misura, soprattutto alla luce della richiesta avanzata dagli enti sindacali: un buono pasto dal valore minimo di 5,50 euro da riconoscere esclusivamente nelle giornate di effettiva presenza in servizio.

Con l’obiettivo di trovare una soluzione condivisa, le sigle sindacali avevano inoltre chiesto di verificare eventuali economie interne al bilancio da destinare al finanziamento del beneficio, sottolineando come altri Consorzi di Bonifica siciliani abbiano già introdotto i buoni pasto per il proprio personale.

A pesare sulla scelta di proclamare lo stato di agitazione del personale, anche anche il mancato riconoscimento degli scatti di anzianità agli operai stabilizzati dopo oltre venticinque anni di precariato stagionale.

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