Clima teso alla Vittorino da Feltre. Le parole della dirigente
È un clima di forte tensione quello che si respira all’interno dell’Istituto Comprensivo “Vittorino da Feltre” di Catania, dove un gruppo di genitori degli alunni frequentanti le classi dell’Infanzia, Primaria e Secondaria di primo grado ha formalmente chiesto la rimozione della dirigente scolastica, prof.ssa Loredana Argentino.
La richiesta è stata inviata al Direttore dell’USR Sicilia, al Direttore dell’Ufficio VI – Ambito territoriale di Catania e all’assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Catania. Nel documento, le famiglie contestano apertamente la gestione dell’istituto negli ultimi tre anni, annunciando inoltre una manifestazione pubblica prevista per il 27 maggio 2026 davanti al plesso di via Durante.
Nel testo inviato alle istituzioni scolastiche e cittadine, i genitori parlano di una “pessima gestione” della scuola da parte della dirigente, accusata di avere progressivamente deteriorato i rapporti con le famiglie e di essersi sottratta al confronto e all’ascolto.
Secondo quanto riportato nella lettera, il clima interno all’istituto sarebbe diventato sempre più teso, fino a provocare le dimissioni del Consiglio d’Istituto, dello staff di direzione, dei responsabili di plesso, delle funzioni strumentali e dei coordinatori di classe.
Le famiglie sottolineano inoltre come il corpo docente e il personale scolastico siano stati, a loro dire, “l’unico punto di riferimento valido” per studenti e genitori nel corso degli ultimi anni.
Nella lettera viene citato anche il passato professionale della dirigente scolastica. I firmatari sostengono infatti che la prof.ssa Loredana Argentino sarebbe già stata protagonista di “analoghe spiacevoli vicende” durante i precedenti incarichi ricoperti presso l’I.C. “Salvo Basso” di Scordia e l’I.C. “Vespucci-Capuana-Pirandello” di Catania.
Le famiglie hanno annunciato che nella mattinata del 27 maggio 2026, alle ore 9, si riuniranno davanti al plesso di via Durante per manifestare apertamente il proprio dissenso.
Contestualmente, è stato rivolto un appello agli organi di stampa affinché venga data visibilità a una protesta che, secondo i genitori, sarebbe rimasta finora inascoltata dalle istituzioni competenti.
Ai nostri microfoni, in esclusiva, è intervenuta la dirigente scolastica, che si discosta fortemente da quanto affermato, chiarendo la sua posizione e indicando le opportune precisazioni.
“Apprezzo la vostra professionalità che avete preferito sentire anche me. Dobbiamo essere onesti: non possiamo condannare una persona che stava iniziando a fare dei piccoli cambiamenti dopo 3 anni. Io volevo solo aiutare la comunità scolastica, apportando delle migliorie che evidentemente non sono state capite. Poi è facile manovrare i discorsi“, spiega.
E ancora: “Io ho lavorato sempre bene, professionalmente e diligentemente. Ho dato tanto alla comunità scolastica, impegnandomi in numerosi progetti per l’Istituto, collaborando anche con l’assessorato e con Comune che mi hanno aiutato a portare avanti i 5 plessi“.
A proposito di quanto affermato: “Non ho mai negato richieste di confronto e ascolto a nessuno: la mia porta era ed è sempre aperta, pronta a sentire i bisogni di alunni, docenti e genitori“.
“Ribadisco di aver lavorato assiduamente pur avendo avuto uno staff che è insediato da 32 anni e che operava sempre nello stesso modo. Portando delle innovazioni, purtroppo, tante volte non si è molto amati”, precisa la dirigente.
Inoltre: “Sto ricevendo tantissime chiamate di solidarietà. E mi dispiace che si crei questo clima. Ma poi mi chiedo: cosa operiamo a fare con i ragazzini? Cosa insegniamo loro se già noi adulti ci comportiamo in questo modo? Parliamo tanto di inclusività, no al bullismo, e poi? Cosa resta se già non sappiamo agire noi nella collettività?”.
“Se già un gruppo si dimette a fine anno che figura stanno facendo? Chiamano la scuola ‘famiglia’ e invece dimostrano che non gli importa niente. Perché ogni azione è sempre a discapito del piccolo, del bambino, che è il futuro della nostra società che ormai è ‘malata‘. Non ci sono più valori, sincerità, amore… tra di noi. Stiamo dando l’esempio sbagliato“, sottolinea.
“I bambini mi vogliono un mondo di bene, vengono sempre da me a chiedermi un abbraccio e ora all’improvviso la preside non va bene più? Non facciamo più rispettare i ruoli“, conclude.