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05.09.2019

Stalking, donne costrette a cambiare città e stile di vita: individuati due soggetti socialmente pericolosi

di Redazione
Stalking, donne costrette a cambiare città e stile di vita: individuati due soggetti socialmente pericolosi

TRAPANI – L’ufficio misure di prevenzione della divisione anticrimine della questura, al fine di tutelare le vittime di comportamenti violenti e molesti, ha rivolto particolare attenzione, fin da quando la legge 161/2017 ne ha sancito l’introduzione nel codice antimafia, alla categoria degli stalkers, i “soggetti indiziati del delitto di cui all’art. 612-bis del codice penale“.

Una mirata e intensa attività info-investigativa, unitamente alle istanze di ammonimento frequentemente sporte dalle vittime in alternativa alla denuncia penale, ha evidenziato che, purtroppo, l’entità del fenomeno, talvolta inizio di più efferate violenze, non è assolutamente trascurabile: numerosi soggetti, spesso giovani uomini che non riescono ad accettare la fine di una relazione, si sono resi responsabili di condotte a carattere ossessivamente intrusivo, minaccioso e violento e per esse sono stati sottoposti al divieto di avvicinamento o a misure cautelari più gravi.

Per alcuni di essi, autori di comportamenti particolarmente gravi, destabilizzanti e assolutamente intollerabili per la comunità sociale, il questore ha ritenuto di dover adottare misure di controlli e vigilanza e, pertanto, li ha segnalati alla competente autorità giudiziaria.

Condividendo i risultati degli accertamenti eseguiti, il tribunale di Trapani – sezione misure di prevenzione ha recentemente disposto, per la prima volta nel circondario della provincia trapanese, la misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza nei confronti di 2 soggetti autori del delitto di stalking:

  • è stato raggiunto da decreto applicativo della misura di prevenzione per anni 2, G.T.D., un alcamese di anni 58, il quale, già condannato per stalking perpetrato, sia prima che dopo la separazione, nei confronti dell’ex coniuge, nell’ottobre 2018 è stato raggiuto, su disposizione del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trapani, dalla misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa: una donna con la quale aveva intrattenuto una relazione sentimentale e che, poi, lo aveva denunciato a causa di una serie di atti persecutori (telefonate, appostamenti, pedinamenti, minacce di morte) che l’avevano costretta a trasferirsi prima in altra città, dove, tuttavia, il suo persecutore l’aveva raggiunta ed intimidita, e poi, addirittura, in altro Paese. Per questo all’uomo è stato imposto anche l’obbligo di soggiorno nel comune di residenza, dal quale non potrà allontanarsi senza autorizzazione dell’autorità giudiziaria. Nel decreto applicativo, eseguito dal commissariato di pubblica sicurezza di Alcamo il 2 settembre 2019, il soggetto è stato ritenuto connotato da una “pericolosità sociale intensa e attuale che mette in pericolo, a causa della persistenza delle condotte, la sicurezza della parte offesa”. E ancora, il giudice ha evidenziato come “le ripetute condotte persecutorie rappresentino un indice accentuato di pericolosità sociale concreto e attuale, sintomatico di tratti personologici disturbati in grado di ledere non solo le aspettative di tranquillità sociale della vittima ma anche delle persone a lei legate da stretti rapporti relazioni”;

 

  • analogo giudizio di pericolosità sociale ha espresso il Tribunale nel provvedimento emesso a carico di G.D., 32enne mazarese che, nell’agosto 2018, era finito in carcere, su disposizione del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Marsala, “perché con condotte reiterate, minacciava e molestava la ex fidanzata (…) ed i suoi genitori (…) in modo da cagionare negli stessi un perdurante e grave stato d’ansia e di paura nonché da ingenerare negli stessi un fondato motivo per la loro incolumità”.  La triste vicenda riguarda questa volta una giovane donna che, nonostante le violenze fisiche e psicologiche già subite (la stessa aveva affrontato una convalescenza per la rottura del setto nasale), nel luglio 2018 decideva, invano, di dare un’altra possibilità al suo carnefice che, invece, tornava ad aggredirla e minacciarla di morte. Dopo avere deciso di interrompere la relazione sentimentale e essere tornata a vivere con i propri genitori, la ragazza, tuttavia, era costretta a vivere in clima di paura e ansia perché il suo ex, ripetutamente, la minacciava telefonicamente e senza alcun preavviso la raggiungeva nella propria abitazione, pretendendo di entrare e minacciandola di morte, nonostante le forze di polizia fossero più volte intervenute e lo stesso si trovasse in regime di arresti domiciliari. Il provvedimento, con il quale è stata disposta la sorveglianza speciale per un anno, è stato notificato al 32enne, il 3 settembre 2019 al carcere, dove si trova recluso in custodia cautelare, misura recentemente applicatagli per la reiterazione, tra l’altro, del reato di stalking.

Immagine di repertorio