Carmelinda Gentile: …E alla fine diventai Betty Boop.

Carmelinda Gentile: …E alla fine diventai Betty Boop.

QUESTO ARTICOLO FA PARTE DEL CONCORSO DIVENTA GIORNALISTA, RISERVATO AGLI STUDENTI DELLE SCUOLE SUPERIORI DELLA PROVINCIA DI CATANIA.

Giorno 28/03/2026 l’attrice, regista, Carmelinda Gentile,nella nuova veste di scrittrice ha tenuto la presentazione del suo primo  libro …E alla fine diventai Betty Boop, presso l´Hotel Sheraton di Catania. La presentazione si è aperta con Valentina Muscia, una giovane cantautrice italiana, che ha interpretato  “Fenice Nascente”, canzone dedicata alla madre che ha avuto un esperienza oncologica.

Tema centrale  del libro e’ la consapevolezza, avuta attraverso la malattia, dell’importanza di godere ogni giorno della vita.

Carmelinda ha preferito non fare la classica presentazione di un libro, ma ha fatto ciò che le viene meglio: rendere le persone partecipi delle sue emozioni, anche in modo autoironico. Racconta che ha scritto il libro al mare ascoltando e raccogliendo storie raccontate dai suoi amici, di come  ha trovato la casa editrice grazie ad un suo caro amico scrittore Filippo Bozzali,  presente in sala,  che le mandava libri mentre era in ospedale, ma non solo, aiutandola in tutto il percorso di costruzione del libro.

Nella sala erano presenti degli attori colleghi e amici , che Carmelinda ha invitato a leggere poesie e racconti contenuti all’interno del suo libro tra i quali Patrizia Auteri, Giada Circonciso, Alice Ferlito e Lorenzo Falletti. Nel libro sono trattati diversi temi, si parla di vita e amore, del dolore di  lasciare la propria terra,  di un amore tossico , sogni e speranze.

Gli attori hanno recitato in modo fantastico mostrando il loro talento, all’interno della sala si sentiva la gioia, le risate e le lacrime. La sincerità e la genuinità con cui Carmelinda ha raccontato la sua storia ha toccato il cuore di tutti, ognuno riusciva a riconoscersi nelle sue parole, poiché il libro è stato scritto per tendere la mano a chi ha bisogno di un abbraccio, per non sentirsi solo.

 L’autrice racconta la vita in tutte le sue sfumature, senza tralasciare le parti crude, senza nascondere la verità, parlava di come odiasse il termine “male” e chiamava il suo cancro “Pokemon” poiché la mammografia le ricordava il pokemon del figlio.

Nella sue parole non c’era dolore ma c’era salvezza, la consapevolezza di essere viva.

Ha concluso la presentazione leggendo una poesia del suo libro, chiamata: Ore 7:00. Sveglia. Acqua. Tamoxifene. Una poesia straziante che ritmicamente fa entrare in un loop vitale : suona la sveglia, si prende la medicina e dopo c’è tutta una giornata da vivere, dopo ciò si continua a vivere e il bello è questo.



È bello poter esser vivi.

“Ore 7:00. Sveglia. Acqua. Tamoxifene.

Sono viva.

Sono qui.

E la vita, nonostante tutto, è una meraviglia”

Il titolo del libro è: …E alla fine diventai Betty Boop. Il titolo di questo libro è difficile da decifrare, ma se lo leggerete capirete perché divenne Betty Boop.

Swami Katiuscia 3^B — LICEO CLASSICO NICOLA SPEDALIERI —  Catania (CT)

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