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06.08.2026

Siracusa, sequestrati beni per oltre 700mila euro a un imprenditore: nel mirino ritenute fiscali non versate

di Redazione | 1 min di lettura

La Guardia di Finanza esegue un decreto di sequestro tra Sicilia e Lazio. Sigilli a conti correnti, tre appartamenti e un'auto sportiva

Siracusa, sequestrati beni per oltre 700mila euro a un imprenditore: nel mirino ritenute fiscali non versate
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I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Siracusa hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP del Tribunale di Siracusa, su richiesta della Procura della Repubblica, per un valore complessivo superiore a 700mila euro.

Il provvedimento riguarda il legale rappresentante di un’azienda con sede ad Avola, operante nel settore degli impianti di climatizzazione e attiva anche in provincia di Modena.

Contestato l’omesso versamento delle ritenute fiscali

Le indagini delle Fiamme Gialle hanno accertato che, secondo l’ipotesi investigativa, l’imprenditore avrebbe omesso nel 2022 il versamento delle ritenute fiscali trattenute ai lavoratori dipendenti, violando quanto previsto dall’articolo 10-bis del Decreto Legislativo 74/2000.

Al termine degli accertamenti, la Procura di Siracusa ha richiesto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca, richiesta accolta dal Giudice per le indagini preliminari.

Sequestrati conti, appartamenti e un’auto sportiva

In esecuzione del decreto, i finanzieri hanno sequestrato:

  • somme depositate su conti correnti e prodotti finanziari intestati alla società e all’indagato per circa 214 mila euro;
  • tre appartamenti situati tra Roma e Grottaferrata;
  • un’autovettura sportiva di proprietà dell’imprenditore.

Il valore complessivo dei beni sequestrati è finalizzato a raggiungere l’importo indicato nel provvedimento giudiziario.

Nel mirino anche il trasferimento degli immobili ai figli

Uno degli aspetti ritenuti più significativi dagli investigatori riguarda proprio gli immobili sequestrati.

Secondo quanto emerso dalle indagini, gli appartamenti, acquistati tra il 2004 e il 2016, sarebbero stati trasferiti ai figli attraverso contratti di mantenimento perfezionati nell’ottobre 2025, quando le indagini erano già in corso.

La particolare tempistica dell’operazione ha portato l’Autorità giudiziaria a ritenere che l’imprenditore mantenesse comunque la disponibilità effettiva dei beni, disponendone quindi il sequestro nonostante la diversa intestazione formale.

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