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28.06.2025

Migranti, tragedia al largo della Libia: recuperati 2 cadaveri dalla nave di Emergency

di Redazione | 1 min di lettura
Migranti, tragedia al largo della Libia: recuperati 2 cadaveri dalla nave di Emergency
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SICILIA – Due corpi senza vita sono stati recuperati in mare ieri pomeriggio dalla Life Support di Emergency, in acque internazionali della zona Sar (Search and Rescue) libica.

A dare l’allarme era stata giovedì scorso l’organizzazione Sea-Watch, dopo che il proprio velivolo Seabird aveva individuato sei corpi alla deriva nello stesso tratto di mare.

La denuncia: “Europa complice di un sistema disumano”

“Siamo in mare per salvare vite, è davvero doloroso dover invece recuperare cadaveri“, ha dichiarato Anabel Montes Mier, capomissione della Life Support. Le cause della tragedia non sono ancora note.

Si ipotizza un naufragio non segnalato, oppure un intervento tardivo o, come afferma Montes Mier, un’intercettazione da parte della cosiddetta Guardia costiera libica che avrebbe spinto alcune persone a gettarsi in acqua per evitare il respingimento.

“Quello che sappiamo per certo – prosegue – è che è disumano che Italia ed Europa continuino ad appaltare la gestione dei flussi migratori a Paesi terzi, dove i diritti umani vengono sistematicamente violati“.

Salme in avanzato stato di decomposizione

Secondo Umberto Marzi, medico a bordo della nave di Emergency, i due corpi recuperati erano in mare da almeno una settimana.

Le condizioni di decomposizione avanzata non hanno ancora permesso di determinarne il sesso.

Le salme saranno sbarcate ad Augusta

Il porto assegnato per lo sbarco è Augusta, in provincia di Siracusa. L’arrivo della Life Support è previsto per domani, domenica 29 giugno, intorno alle ore 12. Restano invece ancora da recuperare gli altri quattro corpi segnalati dal velivolo di Sea-Watch.

La vicenda rilancia, ancora una volta, il dibattito sul fallimento delle politiche europee di gestione dei flussi migratori, sulle responsabilità delle autorità libiche e sul prezzo disumano che continua a essere pagato in vite umane nel Mediterraneo.

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