Siracusa, lunghe file per effettuare i tamponi, Cafeo: “Serve immediatamente stabilizzare i precari della sanità”

Siracusa, lunghe file per effettuare i tamponi, Cafeo: “Serve immediatamente stabilizzare i precari della sanità”

SIRACUSA – L’emergenza socio sanitaria da Covid 19 non sembra arrestarsi e mai come in questo periodo sta registrando migliaia di casi in tutto il mondo, l’Italia e la Sicilia non sono affatto immuni dall’avanzare della variante Omicron che appare decisamente più contagiosa rispetto alle mutazioni precedenti.

In occasione delle festività natalizie e in prossimità del capodanno gli incontri relazionali tra le persone sono decisamente più intensi e, inevitabilmente, il rischio dei contagi aumenta. In relazione a questo fenomeno si è verificato un vero boom di richieste di tamponi con vere e proprie file chilometriche dinanzi agli hub di tutta la Sicilia.



Nel Siracusano, così come in buona parte dell’isola, si registrano molti disagi e lunghe ore di attesa per effettuare i tamponi. A tal proposito si è espresso il deputato regionale Giovanni Cafeo che, tramite un post realizzato sul proprio profilo ufficiale, ha affermato: “Le code per i tamponi hanno svelato i problemi legati all’organico delle Asp: serve immediatamente stabilizzare i precari della sanità”.

Cafeo, inoltre sottolinea: “Le code di auto a Siracusa per i tamponi le abbiamo viste tutti. È un sistema sanitario che, messo sotto stress, presenta molte lacune. Il lavoro dal personale delle Asp è straordinario ma, in questo momento, è come pensare di sconfiggere un gigante con le fionde”.
In merito alle lunghe attese, il deputato della Lega all’Ars ribadisce: “Ci sono persone che attendono da giorni la comunicazione delle Asp per eseguire i tamponi molecolari: in questo modo si bloccano intere famiglie, visto che positività di uno dei componenti incide sugli altri conviventi, costretti a mettersi in isolamento”.
Il deputato regionale chiosa affermando: “La Regione deve pensare immediatamente ad aumentare il suo organico perché il collasso del sistema sanitario sarebbe la naturale conseguenza”.