Nella giornata di oggi, la premier Giorgia Meloni ha ricevuto a Roma il Segretario di Stato americano Marco Rubio, in occasione di un’incontro bilaterale durato oltre un’ora e mezza.
Ad accoglierlo, il consigliere diplomatico della presidente del Consiglio, Fabrizio Saggio, nell’atrio di Palazzo Chigi. La premier Giorgia Meloni ha successivamente accolto Rubio con un abbraccio e un “come stai?”, nella Sala dei Galeoni.
Al centro del dibattito, i temi di attualità geopolitica più importanti, quali la riapertura dello stretto di Hormuz e la crisi in Libano.
Sull’Iran, gli Stati Uniti hanno registrato “grossi passi avanti” nel negoziato e attendono “entro stasera” una risposta alla loro ultima proposta negoziale. Rubio ha inoltre indicato come un “ostacolo alla trattativa” la decisione di Teheran di “istituire un’agenzia che cerchi di regolare il traffico nello Stretto”, il che “normalizzerebbe” l’attuale status quo, ovvero la riscossione dei pedaggi.
Marco Rubio ha inoltre tenuto a ribadire come dopo gli attacchi americani “il sistema di potere iraniano è molto frammentato”, rendendo più difficili le trattative di negoziazione. In aggiunta, il Segretario di Stato americano ha espresso l’auspicio che la risposta dell’Iran all’ultima proposta negoziale americana, attesa entro stasera, sia “seria”. “Spero sia un’offerta seria. Lo spero davvero“, ha dichiarato Rubio.
Marco Rubio ha annunciato i colloqui di pace tra Israele e Libano, mediati dagli Usa, previsti per la prossima settimana a Washington, specificando però di non poter ancora fornire una data precisa. Rubio ha dichiarato che l’Italia può avere un “ruolo importante” nella pacificazione del Libano e “dare qualcosa in più” grazie alla consolidata presenza nel Paese.
“La ragione per cui c’è tanta violenza in Libano, per cui è vittima dei bombardamenti è proprio Hezbollah, perché la minaccia è Hezbollah, quindi c’è bisogno di un governo libanese forte che non ha bisogno di un Hezbollah armato che operi all’interno dei propri confini nazionali”. “Per fare tutto questo dobbiamo dare gli strumenti al governo libanese affinché possa affrontare questa minaccia”. “Credo che possano partecipare altri paesi ma l’Italia può dare qualcosa in più grazie all’expertise, grazie alla sua presenza sul territorio“.