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23.07.2019

Operazione “Mercurio”, documenti per permessi di soggiorno e truffe a danni di Inps e Inail: provvedimenti contro imprenditore e braccianti

di Redazione
Operazione “Mercurio”, documenti per permessi di soggiorno e truffe a danni di Inps e Inail: provvedimenti contro imprenditore e braccianti

POZZALLO – Tra sabato e lunedì i militari della Guardia di Finanza di Pozzallo hanno dato esecuzione a ordinanze cautelari nei confronti di organizzazioni ritenute responsabili di un’ingente truffa all’Inps e favoreggiamento all’immigrazione clandestina.

Nel complesso, nell’ambito dell’operazione Mercurio, coordinata dalla Procura della Repubblica di Ragusa, è stato eseguito un provvedimento che dispone l’obbligo di dimora nei confronti di tre persone: Q. G., 46anni, imprenditore agricolo di Ispica; J. R. e K. B. , rispettivamente 41 e 54 anni, braccianti agricoli di nazionalità tunisina.

L’indagine, svolta dai finanzieri di Pozzallo, ha dimostrato che Q. G., titolare dell’omonima ditta individuale, operante a Ispica nel settore della vendita all’ingrosso di prodotti ortofrutticoli, avesse messo in piedi una vera e propria associazione a delinquere finalizzata ai reati di truffa aggravata, falso, favoreggiamento aggravato all’immigrazione clandestina, emissione di fatture per operazioni inesistenti, lesioni aggravate ed omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro.

L’inchiesta ha permesso di accertare come l’imprenditore abbia ingaggiato fittiziamente centinaia di braccianti agricoli al fine di creare i presupposti per far conseguire a essi, dietro compenso, l’indennità di disoccupazione, assegni familiari, e altre indennità, nonché, in alcuni casi, un valido titolo per ottenere o rinnovare il permesso di soggiorno e accedere all’istituto del ricongiungimento familiare.

L’indagato, sebbene non risultasse né proprietario né locatario di fondi agricoli, aveva creato un ramo d’azienda del tutto fittizio, attivo nel settore della raccolta del frutto pendente (note come aziende senza terra), assicurandosi così tutti i vantaggi contributivi riservati ai produttori agricoli. Le indagini hanno permesso di accertare come i contratti di lavoro facenti capo al suddetto ramo d’azienda fossero del tutto fittizi, mentre gran parte delle operazioni contabili a essi ricollegabili sono state artatamente aggiustate con l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per un valore di 400mila euro.

I due soggetti tunisini oggetti dei provvedimenti hanno svolto il ruolo di veri e propri procacciatori di finti braccianti agricoli. Nel corso degli accertamenti è stato appurato che la maggior parte dei soggetti ingaggiati si trovavano fuori dal territorio nazionale, mentre risultavano a lavoro in Italia.

In un caso, è stato accertato che un soggetto mentre era agli arresti domiciliari risultava fittiziamente a raccogliere ortaggi nelle campagne ispicesi. Inoltre, alcuni dei finti braccianti non hanno mai soggiornato stabilmente in Italia, se non per i giorni strettamente necessari a ritirare l’indennità pagata dall’ente previdenziale.

L’organizzazione criminale è risultata in grado di fornire svariati servizi ai soggetti extra-comunitari, per i quali veniva stilato un vero e proprio tariffario a seconda delle esigenze.

Particolarmente grave è il caso venuto alla luce nel corso dell’inchesta che riguarda la regolarizzazione della posizione di un operaio assunto in nero, che si è infortunato gravemente sul posto di lavoro, perdendo un braccio.

In questa occasione grazie all’intervento di un professionista si è riuscito a retrodatare l’assunzione al giorno precedente a quello dell’incidente, al fine di evitare eventuali profili di responsabilità nei confronti del datore di lavoro e truffare l’INAIL.

Nel complesso sono 113 le persone indagate in questo filone d’indagine.

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