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11.08.2018

“Frocio”, fingevano incontri con partner casuali, poi li insultavano, picchiavano e rapinavano: 3 arresti – FOTO e VIDEO

di Redazione
“Frocio”, fingevano incontri con partner casuali, poi li insultavano, picchiavano e rapinavano: 3 arresti – FOTO e VIDEO

RAGUSA – La Polizia di Stato – squadra mobile e commissariato di Vittoria – questa mattina ha eseguito le catture di Christian Gerratana, nato a Vittoria il 22 luglio 1994, Gaetano Velardita, nato a Comiso il 30 gennaio 1995, e Emanuele Marino, nato a Comiso il 06 dicembre 1999, disposte dal giudice per le indagini preliminari al Tribunale di Ragusa su richiesta della Procura della Repubblica iblea.

Tutti gli indagati sono accusati di aver commesso più rapine, estorsioni, lesioni gravi e violenza privata. Reati aggravati dall’aver agito in luogo isolato, di notte e approfittando di circostanze di tempo e di luogo tali da ostacolare la privata difesa.

A fine giugno la prima di una serie di rapine è stata consumata a Vittoria, precisamente alla “zona” (la zona industriale viene così chiamata da tutti, da qui il nome dell’operazione). La rapina descritta dalla prima vittima che ha denunciato ha destato subito particolare allarme. La vittima si era recata alla zona industriale per poter incontrare un partner occasionale; pertanto ha parcheggiato l’auto in attesa di conoscere qualcuno.

Durante l’attesa si è avvicinato uno degli autori fingendo di voler fare amicizia e dopo poco ha convinto la vittima a spostarsi da quel luogo per cercare un posto isolato per rimanere a fare due chiacchiere. La vittima si è convinta e insieme si sono allontanati, raggiungendo una zona distante poche centinaia di metri, ma molto buia. Non appena la vittima ha parcheggiato l’auto il finto partner l’ha colpita ripetutamente trascinandolo fuori dall’auto e minacciando di ammazzarlo di botte se non avesse consegnato tutti gli oggetti di valore e il denaro. L’autore del reato è stato prontamente raggiunto da due complici e insieme lo hanno picchiato, procurandogli lesioni gravi.

Non paghi di quanto rapinato alla vittima lo hanno costretto a recarsi a un vicino bancomat per prelevare altro denaro sotto la minaccia di continuare a picchiarlo. I malviventi durante la brutale rapina hanno continuato a insultare la vittima con gravi frasi omofobe: “pezzo di finocchio”, “gente come te mi fa salire il sangue alla testa”, “frocio”. Il reato di rapina è stato consumato a Vittoria, mentre i prelievi coatti di denaro al bancomat, ovvero l’estorsione, è stata consumata ad Acate, luogo di residenza di alcuni catturati.

Dopo appena tre giorni da questa cruenta rapina, gli indagati ne hanno consumato un’altra con lo stesso modus operandi e sempre ai danni di soggetti che si erano recati alla zona industriale per incontrare dei partner occasionali. In questo caso la brutalità della condotta criminosa ha raggiunto livelli ancora più gravi. Preso il guinzaglio del cane della vittima trovato in macchina, composto dal manico in cuoio e catena, l’hanno colpita ripetutamente, ripetendo sempre gli stessi insulti omofobi. In questo caso la vittima ha riportato lesioni guaribili in 30 giorni. Così, allo stesso modo, sono state consumate altre rapine e violenze ai danni delle vittime, tutte rimaste ferite oltre che derubate di ogni oggetto di valore, dal denaro al telefono cellulare, dal tablet all’orologio.

Dopo le prime due rapine, gli investigatori della squadra mobile e del commissariato di Vittoria, mettendo in correlazione le due condotte praticamente identiche, hanno scoperto che erano stati consumati altri tre reati, identici nel modus operandi. Immediate indagini hanno permesso di individuare un gruppo di giovani residenti tra Acate e Vittoria. Da lì a poco gli uomini della Polizia di Stato hanno convocato tutte le vittime negli uffici della squadra mobile per poter acquisire altri elementi utili alle indagini. Grazie alla piena collaborazione delle vittime dei gravissimi fatti è stato possibile ricostruire quanto accaduto in modo dettagliato. Il fil rouge che univa tutti i fatti era sicuramente l’aver preso di mira i frequentatori del parcheggio della zona industriale, luogo di incontri conosciuto ai residenti. Il modus operandi identico ha indirizzato gli investigatori nel presupporre si trattasse di un gruppo coeso che conoscesse la zona; pertanto, sono stati studiati i soggetti che orbitavano nella stessa zona, individuando un bar poco distante luogo di ritrovo degli indagati.

Lo studio di alcuni impianti di videosorveglianza installati nell’area delle rapine e la piena conoscenza del territorio da parte degli uomini del Commissariato di Vittoria e dei controlli costanti delle Volanti operanti nell’ipparino di tutti i soggetti, ha permesso di indirizzare le indagini in modo immediato nella giusta direzione. Gli odierni arrestati sono stati videoripresi mentre fingevano di voler essere avvicinati dalle vittime per consumare un rapporto sessuale. Si aggiravano nella zona a piedi per poi salire in auto con la persona offesa da adescare. Il sistema di videosorveglianza ha ripreso mentre alcuni di loro arrivavano con uno scooter in zona e dopo aver fatto un giro di perlustrazione uno scendeva e si metteva sul marciapiede in attesa che qualcuno gli chiedesse un incontro, gli altri restavano nascosti per poi seguire la macchina nella zona isolata.

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La Procura della Repubblica iblea, subito informata dei fatti, ha coordinato le complesse attività investigative. Gli investigatori hanno sottoposto, in tempi brevissimi, le immagini degli autori dei gravi fatti reato alle persone offese. Tutte le vittime hanno riconosciuto gli autori dei reati subiti senza ombra di dubbio, avendo questi agito a volto scoperto.

La collaborazione piena delle vittime ha permesso in pochi giorni di lavoro continuativo degli investigatori, di raccogliere fonti di prova per la Procura della Repubblica iblea. Il gip non appena ricevuta la richiesta ha disposto la custodia in carcere.

Questa notte 30 uomini della Polizia di Stato si sono presentati nelle abitazioni dei soggetti da catturare e simultaneamente tutti e tre i rapinatori sono stati catturati e condotti negli uffici della squadra mobile di Ragusa. La Polizia Scientifica ha sottoposto i catturati ai rilievi foto-dattiloscopici e subito dopo gli uomini del commissariato di Vittoria e della squadra mobile, con l’ausilio della squadra volanti, hanno condotto gli arrestati al carcere di Ragusa a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Durante le perquisizioni effettuate a carico degli arrestati, sono stati ritrovati telefoni e tablet di proprietà delle vittime, che saranno restituiti tempestivamente.

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