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02.04.2019

Morte caporale Tony Drago, giudice archivia procedimento ma la famiglia non ci sta

di Redazione
Morte caporale Tony Drago, giudice archivia procedimento ma la famiglia non ci sta

SIRACUSA – Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Roma ha archiviato il procedimento penale che vedeva indagati otto militari per omicidio colposo per la morte del 25enne siracusano Tony Drago, caporale nel corpo dei Lancieri di Montebello.

L’uomo venne trovato senza vita nel cortile della caserma “Sabatini” di Roma, all’alba del 6 luglio del 2014. La famiglia del militare sostiene che Tony sia stato ucciso, barbaramente pestato, e successivamente qualcuno avrebbe inscenato il suicidio. Dopo aver visionato le foto dell’autopsia e quelle della scientifica sul ritrovamento del corpo, sulla schiena e sul cranio del ragazzo, c’erano una profonda lacerazione e dei fori non derivanti da un impatto con il suolo.

In seguito alle varie indagini, il giudice ha concluso che “gli elementi ad oggi raccolti non possono ritenersi idonei a sostenere l’accusa in giudizio, non essendo stata neppure accertata l’esatta dinamica dei fatti, che al limite avrebbe potuto fornire indicazioni su eventuali responsabilità concorrenti di natura colposa”.

La sentenza del giudice per le indagini preliminari di Roma sulla vicenda cittadino siracusano Tony Drago, lascerebbe aperta una lunga serie di dubbi. Lo si evincerebbe non solo dalle parole di uno degli avvocati della famiglia Drago, ma anche dalla lettura della stessa sentenza. A tal proposito è intervenuto anche il sindaco aretuseo Francesco Italia: “Fermo restando il rispetto che si deve al giudice e alla magistratura, non possono non colpire, tuttavia, i tanti rilievi medico-legali che negano la tesi dei suicidio e, soprattutto, l’ammissione di accertamenti che avrebbero dovuto essere compiuti a tempo debito e che oggi è impossibile effettuare. L’archiviazione –  dice ancora il primo cittadino Italia – lascia aperta una ferita profonda e inquietante ed è dovere di ognuno stringersi attorno ai familiari per una morte che, così come fu per Emanuele Scieri, è maturata all’interno di una caserma. Il dovere di accertare la verità sui punti che restano tuttora oscuri, merita la massima attenzione da parte chi ricopre ruoli di responsabilità nelle istituzioni. Incontrerò – conclude il sindaco – nei prossimi giorni i familiari di Tony Drago e i loro avvocati per esprimere la solidarietà mia e di tutta la cittadinanza insieme all’impegno di restare loro accanto fino a quando giustizia non sarà fatta”.

Immagine di repertorio