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28.04.2020

Sospetta di alcuni dipendenti e fa scattare indagini, scoperte corruzione e provvigioni illegali: 4 arresti – NOMI e VIDEO

di Redazione
Sospetta di alcuni dipendenti e fa scattare indagini, scoperte corruzione e provvigioni illegali: 4 arresti – NOMI e VIDEO

PALERMO – Si è conclusa questa mattina, con l’arresto di quattro persone ritenute responsabili di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di una pluralità di episodi di corruzione fra privati, un’articolata attività di indagine condotta dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Vicenza, avviata lo scorso novembre 2019, a seguito dell’esposto presentato dal presidente di una nota azienda del territorio vicentino, la Serenissima Ristorazione Spa, leader a livello nazionale nel servizio di ristorazione in strutture pubbliche e private. Con essa la proprietà aveva espresso concreti dubbi circa la regolare condotta aziendale di alcuni suoi collaboratori.

I provvedimenti restrittivi, emessi dal giudice per le indagini preliminari di Vicenza, sono stati eseguiti nella mattinata odierna nelle province di Padova, Palermo, Livorno e Venezia, dai militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Vicenza, con la collaborazione dei colleghi dell’Arma locale, e hanno interessato le seguenti persone:

  • Mattia Foffano, 44enne di Venezia, residente a Martellago (VE) e dipendente gruppo Serenissima quale responsabile area tecnica;
  • Alessandro Zinato, 43enne di Dolo (VE), abitante a Legnaro (PD) e dipendente gruppo Serenissima quale addetto area tecnica,
  • Antonino Ivan Cocheo, palermitano di 36 anni e dipendente gruppo Serenissima quale responsabile area tecnica per il sud Italia;
  • Giacomo Massini, 47enne originario di Cecina (LI) e agente d’affari.

Tutti loro sono sottoposti alla misura cautelare degli arresti domiciliari nelle rispettive abitazioni. In sintesi, gli odierni arrestati, sfruttando la fiducia della proprietà, avevano orientato sistematicamente le procedure di aggiudicazione degli appalti privati del gruppo a favore di imprese disponibili a riconoscere al sodalizio una percentuale dell’importo del contratto di forniture di opere o servizi.

A coordinare l’associazione per delinquere costituitasi era Foffano, responsabile area tecnica della Capo Gruppo, incaricato di gestire la predisposizione dei capitolati, invitare le aziende, procedere all’apertura delle buste per una prima valutazione delle offerte da far poi visionare alla proprietà, in merito agli appalti di natura privatistica che l’azienda avviava sul territorio nazionale. Il meccanismo messo in atto prevedeva la sottoscrizione di un fittizio contratto di procacciamento daffari con una società creata ad hoc dal Foffano, intestata al padre, pensionato, quale prestanome, da parte di taluni dei fornitori di servizi e opere, che prevedeva una percentuale sull’importo del lavoro, da “devolvere” a questi quale indebita provvigione per la segnalazione.

Dell’associazione facevano poi parte altri 2 dipendenti della Serenissima, sottoposti al Capo Area, i quali essendo responsabili dei cantieri, riferivano al diretto superiore se i lavori erano stati o meno eseguiti e soprattutto se leprovvigionifossero state versate. Oltre al terzetto interno all’azienda vi era infine un imprenditore esterno, che fungeva da procacciatore d’affari, individuando le imprese a cui affidare i lavori e quindi chiedere le indebite “provvigioni”.

Dalle indagini dei carabinieri, il ricavato dell’attività delittuosa del sodalizio criminale, per quanto al momento accertato, supera i 300mila euro. A tal proposito, nel contesto dell’esecuzione delle misure cautelari sono stati altresì sottoposti a sequestro per equivalente 331mila euro, ritrovati su vari conti correnti nella disponibilità degli indagati. Nella medesima circostanza sono state anche eseguite sette perquisizioni locali, che hanno consentito di acquisire ulteriore interessante materiale probatorio.

Tuttora al vaglio dell’autorità giudiziaria la posizione di ulteriori 45 persone, rappresentanti e/o titolari di impresa, tutte denunciate in quanto ritenute responsabili della sola corruzione tra privati, quali elargitori delle tangenti.