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20.07.2026

Dalla Tunisia al porto di Palermo: prodotti non tracciati “nel mirino” della Guardia di Finanza

di Redazione | 1 min di lettura

Tra la merce sequestrata figurano prodotti come carne, frutta, prodotti vegetali e derivati lattiero-caseari

Dalla Tunisia al porto di Palermo: prodotti non tracciati “nel mirino” della Guardia di Finanza
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Sequestrata oltre una tonnellata e mezzo di alimenti ritenuti pericolosi per la salute pubblica nel corso dei controlli effettuati al porto di Palermo nel primo semestre del 2026. Il materiale, la maggior parte delle volte, era nascosto tra valigie e automobili di viaggiatori in arrivo dalla Tunisia.

Dalla Tunisia a Palermo

Ad eseguire le ispezioni, sono stati i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e gli agenti della Guardia di Finanza, che hanno intensificato le verifiche sui traghetti provenienti dalla rotta tunisina, considerata una delle più a rischio per l’introduzione illegale di prodotti alimentari.

Tra la merce sequestrata figurano prodotti come carne, frutta, prodotti vegetali e derivati lattiero-caseari, categorie di alimenti il cui ingresso nel territorio dell’Unione Europea è soggetto a rigide restrizioni per il pericolo di diffusione di parassiti e malattie infettive potenzialmente dannose per le coltivazioni e gli allevamenti.

I controlli al porto

Ad intercettare i prodotti nei bagagli a mano e nei veicoli sbarcati dai traghetti, sono stati nello specifico i funzionari dell’UADM Sicilia 1 e le Fiamme Gialle del Nucleo Operativo Metropolitano di Palermo, impegnati nei consueti controlli doganali al momento dello sbarco.

Secondo quanto previsto dalla normativa italiana ed europea, questo tipo di alimenti possono entrare legalmente nell’Unione Europea soltanto attraverso appositi posti di ispezione frontalieri ed esclusivamente se accompagnato da una certificazione sanitaria rilasciata dalle autorità competenti del Paese di origine.

Ulteriori dettagli sul trasporto dei prodotti

È inoltre obbligatorio dichiarare la merce e metterla a disposizione della dogana per i controlli del caso. Non tutta la frutta rientra però nel divieto. Restano infatti escluse dalle restrizioni alcune varietà come ananas, cocco, durian, banane e datteri, considerate a basso rischio sanitario.

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