PALERMO – A conclusione di un’articolata attività investigativa, la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre giovani di origine egiziana, ritenuti responsabili di una lunga serie di reati commessi tra gennaio e maggio nel cuore del centro storico cittadino.
I tre, di età compresa tra i 16 e i 18 anni (quest’ultimo minorenne all’epoca dei fatti), sono accusati di furti, rapine a danno di passanti, borseggi ai turisti e episodi di spaccio. Le indagini, coordinate dal Tribunale per i Minorenni di Palermo, hanno ricostruito un quadro di azioni violente e mirate, portate avanti con sistematicità e con il probabile coinvolgimento di altri complici, attualmente in fase di identificazione.
Secondo quanto accertato dagli investigatori del Commissariato “Centro”, gli episodi si sono verificati senza soluzione di continuità dal 23 gennaio al 20 maggio, in particolare nelle aree più frequentate dai turisti e dalla movida, come via Roma all’ingresso della Vucciria e la zona di piazza Bellini, nei pressi della Chiesa di San Cataldo. I giovani colpivano con rapidità, aggredendo le vittime per sottrarre loro telefoni cellulari, denaro e oggetti personali. Oppure razziando profumerie del centro per poi darsi alla fuga nei vicoli adiacenti.
Determinanti per l’identificazione sono stati la profonda conoscenza del territorio da parte degli agenti, le analisi delle immagini delle telecamere di sorveglianza e le testimonianze raccolte, comprese quelle delle vittime. Importanti elementi investigativi sono emersi anche dai controlli eseguiti nell’ambito dei servizi interforze “Alto Impatto”, che prevedono il monitoraggio e il censimento di giovani presenti nelle aree sensibili della città.
Emblematico della brutalità con cui i giovani agivano è un episodio di rapina, contestato a uno dei tre arrestati: due ragazzi, attirati in piazza Pretoria con la scusa di fumare una sigaretta, sarebbero stati narcotizzati con una sostanza diversa dal tabacco. Poi aggrediti e derubati di cellulari e denaro.
Le indagini proseguono per identificare eventuali complici che avrebbero partecipato alle aggressioni.
Si precisa che, al momento, i tre giovani sono indiziati e che la loro posizione sarà definita solo al termine del processo, in conformità al principio costituzionale della presunzione di innocenza.
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