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16.12.2018

“Grazie papà, ti amiamo”: dalla famiglia “perfetta” all’omicidio di Pietro Ferrera

di Redazione | 2 min di lettura
“Grazie papà, ti amiamo”: dalla famiglia “perfetta” all’omicidio di Pietro Ferrera

PALERMO – Continui litigi e un matrimonio vissuto come una prigionia. Ci sarebbe tutto questo dietro l’omicidio della notte scorsa in via Falsomiele a Palermo. A perdere la vita è stato il 45enne Pietro Ferrera, un pensionato dell’esercito che lavorava in un bar di famiglia a Ballarò, ferito a morte con diverse coltellate mentre dormiva. Ad autoaccusarsi dell’omicidio è stata la moglie, Salvatrice Spataro, anche lei di 45 anni.

Il delitto si sarebbe consumato intorno alla mezzanotte. La donna avrebbe preso un coltello e avrebbe colpito il marito alle spalle mentre si trovava nel letto. Poi lei stessa avrebbe chiamato il 118: “Venite subito… ho colpito con diverse coltellate mio marito mentre dormiva, accanto a me c’è mio figlio, è tutto insanguinato“.

A scatenare la furia omicida sarebbe stato l’ennesimo litigio. Il marito avrebbe voluto avere un rapporto sessuale con la moglie che, esasperata dalle richieste, l’ha colpito con un coltello da cucina quando lui si è girato di spalle. Secondo il racconto della donna, i due figli più grandi (Mario e Vittorio, di 20 e 21 anni), richiamati dalle urla si sono presentati in camera e hanno colpito il padre con altri due coltelli. La famiglia, infatti, in passato aveva avuto una macelleria e i coltelli erano rimasti in casa.

Tantissime le coltellate inferte. Sarà comunque l’autopsia a stabilirne il numero esatto. Raccontano un contesto di violenza i vicini della coppia anche se, come spiega il capo della squadra mobile Rodolfo Ruperti, la donna non aveva mai denunciato alcun maltrattamento in famiglia. Tuttavia, dalle prime indagini della polizia è emerso che la coppia litigava di frequente tanto che la sera dell’omicidio i due figli minori erano stati mandati a dormire dalla nonna.

Ci siamo subito resi conto dopo i sopralluoghi della scientifica e dei miei uomini che a partecipare all’omicidio erano state più persone. Tutte e tre hanno confessato. L’uomo è stato ucciso prima con alcune coltellate inferte dalla moglie e subito dopo dai figli”, prosegue Ruperti che ha anche aggiunto dettagli sull’arma del delitto: “I coltelli utilizzati, che abbiamo sequestrato, sono uno da cucina, molto grosso utilizzato dalla moglie, mentre i due ragazzi hanno utilizzato due coltelli da macelleria, in quanto in passato hanno lavorato in esercizio di questo tipo”.

Solo 2 anni fa, sui social, i figli maggiorenni fermati ieri per l’omicidio avevano dedicato parole d’amore proprio al papà, nel giorno del suo 43esimo compleanno: “Grazie per averci aiutato a realizzare una parte dei nostri sogni […] sei una persona rara, anzi, unica. E noi siamo fortunati ad averti. Ti amiamo”.

Fonte foto Facebook

18:05