PALERMO – I carabinieri del Nucleo Investigativo di Palermo, alle prime luci dell’alba, hanno eseguito un decreto di fermo di indiziati di delitto emesso dalla Procura Distrettuale Antimafia di Palermo nei confronti di 5 indagati, ritenuti a vario titolo responsabili di associazione mafiosa, estorsione consumata e tentata, incendio, tutti commessi con l’aggravante del metodo e finalità mafiosi.
L’attività d’indagine rappresenta la prosecuzione della pregressa operazione “Talea” (dicembre 2017) condotta nei confronti degli affiliati ai mandamenti mafiosi di San Lorenzo (composto dall’omonima famiglia di San Lorenzo, Tommaso Natale, Partanna Mondello, Terrasini, Cinisi e Carini) e Resuttana (articolata sull’omonima famiglia di Resuttana e da quelle di Arenella e Acquasanta).
Le risultanze investigative hanno consentito di:

Giuseppe Biondino, 41 anni

Infine, è stato individuato Francesco Lo Iacono (in basso a destra), 38 anni, quale mandante di un grave incendio commesso, la notte del 14 agosto 2015, nei confronti di un’attività commerciale di Partinico, per il quale erano già stati arrestati gli esecutori materiali nell’ambito della citata operazione “Talea” eseguita il 5 dicembre 2017.

Lo Iacono è nipote di Maurizio Lo Iacono, esponente di vertice del mandamento di Partinico, il cui omicidio, avvenuto il 4 ottobre 2005 a Partinico, è collegabile ai contrasti esistenti tra i Lo Iacono e i Vitale a causa della vicinanza dei primi al boss, all’epoca latitante, Bernardo Provenzano.
Fondamentale la scelta di pentirsi e collaborare da parte di Sergio Macaluso.