PALERMO – I finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza di Palermo hanno eseguito il sequestro dei beni, disposto dalla Corte reale civile del Regno di Thailandia, a carico di Vito Roberto Palazzolo, storico tesoriere di Cosa Nostra.
Nel 2009, l’uomo era già stato condannato a nove anni di reclusione per associazione di stampo mafioso. Dopo vent’anni di latitanza, Palazzolo era stato arrestato nel marzo del 2012 a Bangkok. Un anno dopo il trasferimento in Italia, dove è in affidamento ai servizi sociali.
Protagonista negli anni ottanta per traffico di droga tra Sicilia, Stati uniti ed Estremo Oriente, nel 1984 venne arrestato dalle forze dell’ordine elvetiche. Sfruttando un permesso e un document falso, dopo che il ricorso in appello aveva revocato la pena detentiva di 12 anni nell’ambito dell’inchiesta giudiziaria “Pizza connection” (condotta da Giovanni Falcone), si trasferì in Sudafrica.
Fu lì che assunse la falsa identità di Robert von Palace Kolbatschenko. Divenne presto un grande imprenditore commerciale, estendendo i suoi interessi anche in Namibia e Angola.
I beni sequestrati a Palazzolo e alla moglie, l’israeliana Tirtza Grunfeld, corrispondono a un conto corrente bancario con un saldo di diverse decine di migliaia di euro.
Nel corso della sua attività criminale, Palazzolo ebbe contanti diretti con due dei boss indiscussi della mafia siciliana: Bernardo Provenzano e Totò Riina.
Fonte foto: dagospia.com